È salito a quattro morti il bilancio dei nuovi attacchi russi sulla regione di Kiev e sulla capitale. Tre persone della stessa famiglia, tra cui un bambino di tre anni, sono state uccise a Pukhivka, nel distretto di Brovary, a nord-est di Kiev. Una quarta vittima è stata segnalata nella capitale dopo un attacco con sei missili balistici contro infrastrutture civili.
Secondo l’Aeronautica ucraina, nella notte la Russia ha lanciato complessivamente 151 droni, 135 dei quali sarebbero stati abbattuti o intercettati, oltre ai sei missili balistici e ad altri missili guidati. Attacchi sono stati segnalati anche nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Sumy, Dnipro, Zaporizhzhia, Odessa, Kherson, Mykolaiv, Chernihiv e Poltava.
Da parte sua il ministero della Difesa russo ha infine annunciato di aver colpito con droni due navi cargo in navigazione nel Mar Nero, a sud e a est di Odessa. Secondo Mosca, le imbarcazioni trasportavano armi ed equipaggiamenti militari destinati ai porti ucraini. La rivendicazione non ha al momento ricevuto conferme indipendenti.
L’attacco segnala una nuova escalation anche sul fronte marittimo, mentre Mosca cerca di aumentare la pressione sui collegamenti dell’Ucraina attraverso il Mar Nero e Kiev continua a colpire infrastrutture energetiche e militari all’interno del territorio russo.
Zelensky: “Putin non vuole fermare la guerra”
A Pukhivka le tre vittime sono un nonno, una nonna e il nipote di tre anni. Altre quattro persone sono state ricoverate: i genitori del bambino, il fratello quindicenne e un vicino intervenuto per aiutare la famiglia. Avrebbero riportato ustioni e ferite da schegge.
“Europa, America e Ucraina vogliono fermare questa guerra russa. Solo Putin non vuole”, ha scritto il presidente Volodymyr Zelensky, chiedendo nuove sanzioni contro Mosca e soprattutto più sistemi di difesa antiaerea e intercettori per Patriot, Samp/T, Nasams e Hawk.
Nella notte Kiev ha intanto portato nuovi attacchi in territorio russo. Lo Stato maggiore ucraino ha rivendicato raid contro le raffinerie di Ilsky, nella regione di Krasnodar, e Syzran, nell’oblast di Samara, dove sarebbero scoppiati incendi.
Prima visita in Serbia
Dai bombardamenti alla diplomazia. Zelensky ha incontrato a Belgrado il presidente serbo Aleksandar Vučić, nella sua prima visita ufficiale in Serbia dall’inizio dell’invasione russa. Al centro dei colloqui la cooperazione economica e politica, la sicurezza e il percorso dei due Paesi verso l’adesione all’Unione europea.
La visita assume un particolare valore politico per i tradizionali rapporti tra Belgrado e Mosca. La Serbia ha condannato la violazione dell’integrità territoriale ucraina ma, a differenza degli altri candidati all’ingresso nell’Ue, non ha aderito alle sanzioni occidentali contro la Russia. Alla vigilia dell’incontro Vučić ha ribadito che questa linea non cambierà. Belgrado mantiene inoltre una forte dipendenza dalle forniture energetiche russe.





