Lo spettacolo comico di Amanda Knox, intitolato ‘Cartwheel‘ e presentato all’Edinburgh Festival Fringe, ha riaperto una ferita mai rimarginata. La sorella di Meredith Kercher, Stephanie, ha criticato duramente la performance, accusando Knox di mancare di rispetto alla memoria della studentessa britannica uccisa a Perugia nel 2007. “Pensi alla famiglia, ai suoi amici. Si immagini se fosse successo a sua sorella”, ha dichiarato alla BBC. Il Fringe descrive ‘Cartwheel‘ come uno show sulla maternità e sul modo in cui Knox spiegherà alla figlia la vicenda di Perugia.
Knox sostiene che lo spettacolo sia un “omaggio alla memoria di Meredith”, e che non scherzi sull’omicidio, ma sulla diffamazione subita negli anni. Ha persino affermato che Meredith “avrebbe trovato divertente” la sua comicità. IUna petizione lanciata da un’amica di Meredith ha raccolto oltre 4.500 firme, sostenendo che lo show banalizzi la violenza contro le donne e crei un precedente pericoloso. Stephanie ha chiesto al primo ministro Andy Burnham di intervenire e ha espresso il desiderio di incontrarlo. Knox, oggi 39enne, sposata e madre di due figli, ha replicato su Instagram che nessuno dei firmatari ha visto lo spettacolo e che la petizione “travisa completamente” il contenuto. Ha ricordato che molti show del Fringe affrontano temi difficili come lutto, trauma e salute mentale.
La sede dello spettacolo, il Gilded Balloon Teviot, ha difeso la scelta, ribadendo l’impegno del festival per la libertà di espressione. La vicenda riporta alla memoria il caso giudiziario che ha segnato una generazione. Knox e il suo allora fidanzato Raffaele Sollecito furono arrestati per l’omicidio di Meredith Kercher, 21 anni, trovata con la gola tagliata e segni di violenza sessuale. Knox scontò quattro anni di carcere prima di essere assolta in appello; una successiva condanna del 2014 fu ribaltata dalla Corte di Cassazione nel 2015. L’unico condannato definitivo è Rudy Guede, che ha scontato 13 anni.



