martedì, 11 Agosto, 2020
Lavoro

Pesca, niente indennità: dal Governo uno schiaffo ai lavoratori autonomi. Alle marinerie nessun aiuto

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“Il governo ha dimostrato di voler perseverare nel disinteresse dei lavoratori autonomi”. Scatto polemico e tutto contro il Governo quello di Lorenzo Viviani,deputato della Lega e responsabile nazionale del settore pesca.

“Il governo ha dato l’ennesimo schiaffo al settore della pesca, in particolare ai 1.600 autonomi a cui ha negato un’indennità mensile di 800 euro”, sottolinea Viviani, “bocciando il nostro emendamento, che avrebbe consentito di dare un minimo di supporto economico ai lavoratori autonomi e soci di cooperative, con un irrisorio aggravio di spesa, il governo ha dimostrato di voler perseverare nel disinteresse dei lavoratori autonomi, considerati di serie B in ogni settore, un trattamento che non ha risparmiato neppure quelli di un comparto strategico del nostro made in Italy, che hanno subito perdite ingenti di lavoro durante il lockdown per il drastico calo dei consumi di pesce fresco”. Per il parlamentare della Lega c’è una volontà del governo a “calpestare” gli impegni presi in Aula. “Oltre al colpo inferto agli autonomi, il governo ha calpestato, ancora una volta, la volontà parlamentare: nonostante l’emendamento”, ricorda Viviani, “avesse ottenuto la condivisione in commissione Agripesca, è stato ignorato alla resa dei conti”.

Il responsabile nazionale del settore pesca della Lega aveva fatto anche altre proposte, tra queste in innalzamento degli sgravi contributivi.

“Per uscire dalla pastoia burocratica e dare una risposta immediata alle imprese del settore della pesca non si può più perdere neppure un minuto”, aveva sollecitato Viviani, “abbiamo proposto, come componenti della commissione Agricoltura alla Camera, un emendamento al Dl Rilancio per l’innalzamento degli sgravi contributivi e fiscali fino al 90% con conseguente detassazione per le imprese. In questo modo non si drenerebbero risorse dalle casse delle imprese, lasciando quella liquidità necessaria all’attività”.

“Non si chiede”, ha precisato Lorenzo Viviani, “che vengano date risorse, in questo caso, ma di lasciare almeno quelle già in cassa delle imprese, tagliando la catena della burocrazia. Inoltre, il governo deve sbrigarsi”, conclude il parlamentare della Lega, “nell’emanare il decreto attuativo del Cura Italia per l’erogazione del fondo, ancora al palo, previsto per l’emergenza Covid e allo sblocco dell’anticipazione dei pagamenti per i fermo pesca già effettuati e non ancora pagati, previsti dal nostro emendamento al dl Liquidità: sono passate settimane e ancora non è stato erogato un solo euro”.

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