domenica, 12 Luglio, 2020
Salute

Nuovo pericolo nella movida, cocktail di alcol ed energy drink

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La febbre della movida ha i suoi riti e le sue istruzioni per l’uso, ma le conseguenze sono purtroppo a volte devastanti. La moda del momento sono i cosiddetti ‘shottini’ a base di alcol ed energy drink, la ricetta più ‘cliccata’ dai teenager per allentare i freni inibitori e regalarsi un momento di ‘up’ a basso costo e dentro i confini della legalità.

A lanciare l’allarme con una revisione sistematica di tutti gli articoli sull’argomento, pubblicata a fine dello scorso anno, è stata la European Cardiac Arrhythmia Society (ECAS). E non sorprende che ad occuparsi dell’argomento siano anche i cardiologi perché gli effetti indesiderati di questi ‘cocktail’ possono essere molto pesanti a livello cardiovascolare, fino alle aritmie, anche fatali, causa di arresto cardiaco e morte improvvisa. Gli esperti dell’ECAS hanno ‘contato’ ben 22 effetti indesiderati cardiovascolari collegati all’uso e soprattutto all’abuso degli energy drink, suggerendo dunque l’urgenza di misure di prevenzione mirate ai ragazzi.

“Gli energy drink – ha detto Marco Mettimano, responsabile del Centro Ipertensione Arteriosa, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e docente di Malattie dell’Ipertensione presso l’Università Cattolica, campus di Roma – sono bevande non alcoliche, dotate di proprietà stimolanti e utilizzate per migliorare le performance fisiche e cognitive (stato di allerta, concentrazione), oltre che per dare una sferzata di energia. Vanno dunque subito differenziate dai cosiddetti ‘sport drink’ che hanno lo scopo di migliorare le performance fisiche e di reintegrare liquidi e sali minerali”.

I primi energy drink sono comparsi sul mercato a fine anni ’80, ma il loro uso è esploso con i millennials. Attualmente si stima che a fare uso di queste bevande sia il 30-50% dei giovani negli Stati Uniti e, sebbene almeno metà degli utilizzatori riferisca di aver avuto effetti indesiderati dopo l’assunzione di energy drink (palpitazioni, insonnia, irritabilità), il loro uso è in continuo aumento, grazie anche ad un marketing ammiccante e mirato. Mercato e problemi di questo settore riguardano soprattutto adolescenti e giovani e l’uso di queste bevande è spesso collegato a comportamenti rischiosi, modello vita spericolata”.

“Nonostante la varietà dei prodotti in vendita – ha continuato Mettimano – caffeina e taurina sono sempre tra gli ingredienti principali, anche se il loro contenuto varia moltissimo da una bevanda all’altra. Per la caffeina si va dagli 80 ai 420 mg per confezione (per avere un termine di paragone, una tazzina di espresso contiene 80 mg di caffeina e il consumo giornaliero non dovrebbe superare i 250-300 mg, l’equivalente di tre tazzine di caffè). Sono poi presenti zuccheri, anche in elevata quantità (mezzo litro di queste bevande può arrivare a contenere l’equivalente di 13 cucchiaini di zucchero), che rappresentano una fonte di energia ‘pronta per l’uso’, ma che certo non fanno bene né alla linea, né alla salute dei denti (a soft drink ed energy drink non a caso è riservata la posizione apicale nella piramide odonto-alimentare, quella dei più cariogeni). Molti energy drink contengono infine vitamine del gruppo B, ginseng e una varietà di sostanze eccitanti (efedrina, noce di cola, guaranà, mate, estratti di tè verde), alcune delle quali a loro volta fonte di caffeina”.

Un’assunzione moderata di caffeina si associa al miglioramento di alcune performance cognitive (livello di attenzione, ‘riflessi’, memoria), diminuisce il senso di fatica, stimola il metabolismo basale e la capacità di svolgere un lavoro. Se le dosi diventano eccessive possono però comparire segni di intossicazione come nausea e vomito, tachicardia, aritmie, allungamento del tratto Q-T all’elettrocardiogramma (che può predisporre ad aritmie anche fatali), aumento della pressione arteriosa (fino a 5 mmHg in più sia per la massima che per la minima), agitazione, tremore, vertigini, dolori toracici, insonnia. “Alla luce di questi effetti indesiderati – ha commentato Mettimano – i soggetti con una cardiopatia nota e gli ipertesi dovrebbero stare alla larga dagli energy drink”.

“Gli effetti negativi della caffeina – ha sottolineato Mettimano – peggiorano quando la si associ all’alcol o al fumo. Oltre la metà degli adolescenti consuma abitualmente bevande energizzanti, senza sapere cosa contengono. Una parte di loro le ritiene simili alle bibite idratanti usate dagli sportivi e comunque più simili ai soft drink che ad una tazza di caffè. Molto pericoloso infine è l’abbinamento con le bevande alcoliche perché l’effetto stimolante della caffeina maschera gli effetti depressivi dell’alcol. In altre parole, non ci si rende conto del livello di intossicazione alcolica raggiunto, salvo poi scoprirlo troppo tardi, magari quando ci si trova in macchina di ritorno dalla discoteca. L’uso combinato di caffeina e alcool – conclude Mettimano – sta aumentando drasticamente e questi cocktail possono aumentare il rischio di lesioni correlate all’alcool, incidenti stradali compresi. Non mancano infine studi che suggeriscono come le bevande energetiche possono rappresentare una porta d’ingresso per altre forme di dipendenza” (Italpress).

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