venerdì, 3 Luglio, 2020
Europa

Albione sudamericana 

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Due pesi, due misure. Nella storia ha sempre funzionato così, la disuguaglianza come motore immobile della società. E accaduto ancora, accade ogni giorno a dire il vero. Solo che adesso, gli Inglesi non possono più usare la categoria a loro tanto cara dell’eccezionalismo cui si lega, a sua volta, quella dell’egemonizzazione.

Da oggi in poi l’Inghilterra, infatti, non è più la perfida Albione, ma un Paese disgraziato che si è autoassegnato la patente di barbaro lasciando il re in mutande. O meglio, la Regina nuda, suo malgrado….

I fatti: il primo ministro Boris Johnson e il suo governo, con notevole ritardo rispetto all’andamento della curva pandemica, chiude il Regno con un lockdown severo non meno di quello di altre nazioni che hanno fatto da apripista, tipo l’Italia.

Questo, però, è un Paese che si è sempre fatto vanto di saper fare le regole e di saperle rispettare. Purtroppo, dobbiamo costatare che da oggi in poi non fa più eccezione rispetto agli altri, visto che il braccio destro del Primo Ministro, l’eminenza grigia della Brexit, Dominic Cummings, ha violato il lockdown, e quindi la legge, per raggiungere i suoi genitori nel nord del paese, in quel di Durham, nota cittadella universitaria sede di uno dei più prestigiosi atenei del mondo.

Perchè lui si e gli altri no? Ah, saperlo… chioserebbe il noto fondatore di un sito che il potere ha saputo raccontarlo meglio di tanti altri negli ultimi vent’anni in Italia. A questo proposito le forze dell’ordine hanno sollevato un punto che logicamente non fa una piega: come facciamo adesso a far rispettare la legge se chi fa la legge è il primo a non rispettarla? Ma tant’è.

In un Paese che ha perso la propria verginità con un referendum fuori sincrono sui tempi, è opportuno chiamare le cose con il proprio nome da adesso in poi, usando le comuni categorie del pensiero con cui noi poveri comuni mortali si è sempre dovuto nostro malgrado fare i conti.

Normale aspettarsi, da adesso in poi, da persone che rinnegano anche la propria madre per brama di potere, come ha fatto per esempio la ex PR e ministro dell’Interno Priti Patel nel dichiarare che il nuovo sistema a punti per gestire i futuri flussi migratori del dopo Brexit non avrebbe permesso ai propri genitori di emigrare in Inghilterra (e quindi a lei di ricoprire il ruolo che ricopre oggi), una esasperazione dei toni. Il che, va da sè, non può rendere giustizia alla cultura liberale alla base delle società aperte di cui il Regno si è sempre fatto vanto di appartenere.

Infatti, si intravedono già i segni di una sghemba sudamericanizzazione. Questione di accento. Un esempio? Beh, basti pensare alle nuove regole per i viaggiatori in ingresso nel Paese che prevedono un periodo di quarantena di 14 giorni. Immaginate l’impatto sui viaggi d’affari e sul turismo?. Per non parlare poi dell’aumento dell’imponibile fiscale per le spese sanitarie riservato a chi non ha la cittadinanza britannica e proposto ancora una volta da Mrs Patel, scongiurato per i dipendenti per medici e infermieri europei solo in zona Cesarini, gli stessi operatori sanitari che hanno strappato Boris solo qualche settimana fa da una morte quasi certa causa Covid-19.

Insomma, se neanche la protesta dei deputati conservatori è servita a fare giustizia, il che non sorprende visto che sono stati tutti scelti dal primo ministro in pectore, ne vedremo delle belle. Intanto, Cummings resta al suo posto. Imbarazzante.   

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