lunedì, 6 Dicembre, 2021
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Mario Serpillo, Agripesca Nazionale UCI: “Serve un piano Marshall per la pesca”. Toni Scilla, Agripesca Regione Sicilia: “Comparto ittico senza aiuti economici”

La Discussione racconta oggi di una realtà italiana, simbolo di eccellenza del Made in Italy: AGRIPESCA Nazionale è l’Organizzazione di riferimento della filiera dell’Agricoltura e della Pesca, all’interno dell’UNIONE COLTIVATORI ITALIANI. Una realtà in crescita, tra le più importanti sul territorio nazionale, rappresentativa delle 3 tipologie della pesca italiana: locale/artigianale, pesce spada/tonno rosso, d’altura/mediterranea. Soggetto firmatario del CCNL della Pesca e già inserita nel Tavolo tecnico della Commissione Consultiva Centrale della Pesca, Agripesca Nazionale fa il punto, con noi,  sullo stato della pesca nel nostro Paese.

Nonostante la pesca stia subendo negli ultimi anni una crisi nera, soprattutto a causa di mari sovrasfruttati e di stock ittici ormai allo stremo, la performance economica europea è in crescita, passata dai 6.285 ai 7.156 miliardi di euro tra il 2008 e il 2011. Il nostro Paese riveste un ruolo primario nel vecchio continente: la flotta di imbarcazioni con bandiera italiana è composta da poco meno di 13mila unità, pari a quasi il 15 % del totale comunitario. Davanti a noi c’è soltanto la Grecia.

La pandemia legata al Covid-19 ha colpito tutti i settori produttivi, anche la pesca, di cui però non si parla, né sui mass media né nelle sedi deputate. La pesca sembra essere uscita dai radar, ma non dalle preoccupazioni, delle tante Aziende che costituiscono un comparto strategico per il nostro Paese, così ricco di coste e di biodiversità anche marina.

Mario Serpillo, Presidente di Agripesca Nazionale-UCI, espone tutta la sua preoccupazione: “Va immediatamente rilanciata, nella nuova programmazione comunitaria, la misura delle demolizioni di vecchi natanti e le costruzioni di nuovi. Per rendere sostenibile la produzione della filiera dobbiamo puntare su imbarcazioni moderne, capaci di assicurare certezza qualitativa del prodotto al consumatore finale. Abbiamo bisogno di pescherecci dal minore impatto ambientale, alimentati da forme di energia alternativa e capaci di garantire assoluta sicurezza ai pescatori”.

Non sfugge la strategicità e la visione di lungo periodo di tali affermazioni: rinnovare la flotta peschereccia italiana significherebbe dare rinnovato impulso economico anche ad attività collaterali e direttamente collegate come la cantieristica navale, le officine meccaniche, le aziende che producono impianti di congelamento, oltre che a tutto il notevole indotto che gira intorno alla pesca, comparto in grado di vigilare sulla corretta alimentazione degli italiani e di rendere stabili diversi punti di PIL, oltre che migliaia di posti di lavoro, per lo più in aree depresse come al Sud. “A ciò occorre aggiungere una corretta politica di internazionalizzazione della pesca da parte dell’Unione Europea, che porti alla definizione di accordi bilaterali, ad iniziare dal Canale Di Sicilia con i paesi del Maghreb”, conclude il Presidente di Agripesca UCI.

Toni Scilla, Presidente Agripesca Regione Sicilia, si sofferma invece sul momento attuale del settore ittico, analizzando la situazione del comparto relativamente agli aiuti economici seguiti all’emergenza sanitaria, ed esprime profonda insoddisfazione: “Gli aiuti sono insufficienti ed inadeguati. Ci sono oggettive difficoltà di commercializzazione del prodotto poiché, se da un lato è vero che l’attività di pesca non è stata fermata, dall’altro le attività di consumo sono statiche se non immobili. Mercati, strutture alberghiere, ristorazione soffrono o sono proprio chiuse. L’accesso al credito previsto dal decreto liquidità non fornisce risposte concrete. Senza considerare la mole e le lungaggini per produrre la documentazione richiesta”.

Come si esce, dunque, dall’impasse? Agripesca propone un “fondo perduto” in relazione al fatturato dell’anno precedente. Il sistema economico delle imprese di pesca italiane non è in grado di reggere un ulteriore notevole indebitamento, da restituire tra l’altro in periodi assolutamente brevi: “C’è incondizionato bisogno di liquidità in tempi strettissimi”, affermano coralmente Serpillo e Scilla.

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