venerdì, 26 Febbraio, 2021
Società

Le misure anti-Covid bloccano i condomini

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La pandemia da Covid-19 ha trasformato la nostra vita, imponendo una rivoluzione digitale che, in tempi normali, avrebbe impiegato molto tempo per affermarsi. Ciò nonostante ci sono alcuni settori che necessitano di un intervento normativo.

È il caso del settore della gestione dei condomini.

Il deputato radicale Riccardo Magi, in forza al Gruppo Misto, ha presentato una interrogazione al presidente del Consiglio  dei ministri e al ministro della Giustizia sull’argomento. L’atto di sindacato ispettivo è stato originato dal fatto che è sostanzialmente bloccata l’attività delle assemblee, dal momento che, allo stato attuale, le norme non ne consentono lo svolgimento a distanza, e l’amministratore di condominio ha subito forti limitazioni nella sua attività, già a seguito dell’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 marzo 2020.

Lo stesso accesso all’attività di amministratore condominiale, nonché la possibilità per gli amministratori stessi in attività di adempiere compiutamente agli obblighi di aggiornamento, sono bloccati per l’impossibilità di sostenere esami in sede, come previsto dall’articolo 5 del decreto ministeriale 13 agosto 2014, n. 140.

In altri ambiti si è invece scelta una strada diversa. Per molte altre attività collettive, quali assemblee di associazioni e società, il decreto cosiddetto “Cura Italia” ha previsto modalità di svolgimento e partecipazione a distanza (on-line o tramite il voto per corrispondenza). Per gli esami di maturità, nonché per le sedute di laurea ed altre attività di didattica, è prevista la possibilità di tenere verifiche e discussioni a distanza.

Sulla scorta di questa osservazioni l’esponente dei Radicali Italiani chiede di conoscere quali siano, allo stato attuale, gli intendimenti del Governo rispetto alla possibilità di adottare iniziative normative in questo settore, in particolare in relazione alla presentazione dei rendiconti condominiali e all’auto-validazione mediante apposita certificazione, introducendo norme ad hoc per i debiti dei condòmini e del condominio verso i fornitori e per lo snellimento delle procedure di recupero del credito, nonché per l’incentivazione della partecipazione a distanza e delle deleghe a partecipare all’assemblea condominiale, con eliminazione di ogni limite, per tutta la durata dell’emergenza al fine di evitare assembramenti.

Ma non finisce qui.

Perché l’interrogazione si spinge anche a chiedere ai vertici del Governo di valutare l’adozione di iniziative normative per conferire poteri eccezionali all’amministratore condominiale in relazione alla gestione ordinaria, che sostituiscano quelli assembleari in relazione all’approvazione dei preventivi di bilancio per tutta la fase dell’emergenza, al fine di garantire la migliore gestione delle parti comuni di un edificio.

Non ci resta che attendere la risposta per capire i che modo si intende far fronte ai problemi che tutti i giorni stanno affrontando i vari amministratori di condominio, siano essi volontari o professionali.

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