lunedì, 15 Aprile, 2024
Attualità

Il Papa ai magistrati: “Affrontate gli scandali della Chiesa con coraggio”

L’inaugurazione dell'anno giudiziario in Vaticano

Un richiamo alla necessità di affrontare con coraggio e umiltà le sfide della vita, compreso il processo di amministrazione della giustizia. Un vero e proprio appello, questo, fatto ieri dal Papa dall’Aula della Benedizione, durante l’inaugurazione del 95° Anno giudiziario del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. Francesco (che ha lasciato la lettura del discorso a monsignor Filippo Ciampanelli causa bronchite) ha iniziato la sua riflessione sottolineando il significato profondo del coraggio, una virtù che non solo caratterizza alcune persone eroiche, ma che viene donata e potenziata nell’incontro con Cristo. E dunque il Santo Padre ha esortato coloro che operano nell’ambito della giustizia, come i magistrati, a essere decisi nel perseguire il giusto svolgimento dei processi, anche quando sono sottoposti a critiche. Ha rimarcato l’importanza della serenità di giudizio, dell’indipendenza e dell’imparzialità nel lavoro giudiziario. “Occorre coraggio per andare fino in fondo nell’accertamento rigoroso della verità, ricordando che fare giustizia è sempre un atto di carità, un’occasione di correzione fraterna che intende aiutare l’altro a riconoscere il suo errore. Questo vale in special modo quando emergono e devono essere sanzionati comportamenti che sono particolarmente gravi e scandalosi, tanto più quando avvengono nell’ambito della comunità cristiana”, riferendosi agli scandali presenti all’interno della Chiesa.

Il Santo Padre ha esortato alla necessità del coraggio personale anche nelle società ben organizzate, sottolineando che senza di esso si rischia di cedere alla rassegnazione e di trascurare le ingiustizie. Ha citato come esempi di coraggio gli uomini e le donne che vivono prove durissime, come le vittime delle guerre e i cristiani perseguitati. Ha dunque sottolineato l’importanza della preghiera nel processo di giustizia, invitando a implorare il dono dello Spirito Santo per illuminare il discernimento necessario per giungere a una sentenza giusta.

No al silenziatore alla sofferenza

Ieri il Papa ha anche ricevuto in udienza l’Associazione ‘Talitàkum’ di Vicenza, un’organizzazione che offre sostegno e accompagnamento per genitori che hanno subìto la perdita di un figlio, “un’esperienza che non accetta descrizioni teoriche e rigetta la banalità di parole religiose o sentimentali, di sterili incoraggiamenti o frasi di circostanza, che mentre vorrebbero consolare finiscono per ferire ancora di più chi, come voi, ogni giorno affronta una dura battaglia interiore”. Per Francesco, in un mondo spesso dominato dalla corsa frenetica e dallo stordimento, c’è la necessità di affrontare il dolore con coraggio e umiltà, aprendo il cuore alla consolazione e alla pace che solo Dio può donare: “Niente è peggiore di cercare di soffocare il dolore, di mettere il silenziatore sulla sofferenza, di rimuovere i traumi senza affrontarli”, ha detto il Pontefice che ha evidenziato il rischio di ignorare o negare il dolore anziché affrontarlo con coraggio e sincerità.

Il Pontefice ha sottolineato l’importanza di porre interrogativi a Dio, di esprimere la propria sofferenza come un grido sincero: “La domanda è preghiera. Essa, se costringe a scavare dentro un ricordo doloroso e a piangere la perdita, diventa al contempo il primo passo dell’invocazione e apre a ricevere la consolazione e la pace interiore che il Signore non manca di donare”.

Incontro con Scholz

Da segnalare infine che nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Papa ha ricevuto in udienza il Cancelliere della Repubblica Federale di Germania, Olaf Scholz, il quale si è successivamente incontrato con il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da Monsignor Mirosław Wachowski, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati. Nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato, è stato espresso compiacimento per le buone relazioni e la fruttuosa collaborazione che intercorrono tra la Santa Sede e la Germania, rilevando l’importanza della fede cristiana nella società tedesca. Ci si è soffermati, quindi, su alcune questioni di interesse comune, come il fenomeno delle migrazioni. Si è fatto, poi, speciale riferimento ai conflitti in Ucraina e in Israele e Palestina, e al conseguente impegno per la pace, nella ricerca instancabile di una soluzione diplomatica che porti quanto prima alla cessazione delle ostilità.

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