lunedì, 15 Aprile, 2024
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Social media in Italia: oltre un milione di under 35 a rischio di dipendenza

“Sono più di 1,1 milioni gli italiani con meno di 35 anni a rischio di elevata dipendenza da social media con i giovanissimi tra i più esposti alle insidie comportamentali della rete”. È quanto emerge da una recente ricerca di Demoskopika che, utilizzando la scala BSMAS (Bergen Social Media Addiction Scale) per la valutazione della dipendenza dai social media presenti su Internet, ha rilevato alcuni comportamenti preoccupanti come il bisogno di usare sempre più frequentemente i social e l’incapacità di smettere di usarli. E ancora, comportamenti ansiosi o agitati per il mancato utilizzo dei social media e la riduzione delle ore dedicate allo studio e al lavoro per il loro eccessivo impiego.

Il livello di dipendenza

La scala BSMAS consente la distinzione tra la dipendenza vera e propria e un uso smodato ma non patologico. Per misurare tale classificazione sono stati creati 3 livelli così suddivisi: “Low Addiction”, che indica un livello basso di dipendenza, “Moderate Addiction” che indica un livello medio e “High Addiction”, che individua un livello problematico di dipendenza dai social. L’analisi dei ricercatori di Demoskopika “farebbe emergere una relazione inversamente proporzionale tra l’età dei giovani e l’incidenza del livello di alto rischio di dipendenza da social media. In altri termini, al ridursi dell’età aumentano i possibili fattori comportamentali preoccupanti”. In particolare, i giovanissimi, compresi nella fascia di età tra i 18 e i 23 anni, ricadenti nell’area High Addiction sarebbero oltre 430 mila, pari al 38% del totale intervistato, seguiti dai 390 mila individui di età compresa tra 24 e 29 anni (34,5%) e infine, dagli under 35 (30-35 anni) che supererebbero di poco i 308 mila soggetti maggiormente esposti.

Necessaria una campagna di comunicazione

“I dati rilevati sul campo – ha dichiarato il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – confermano una preoccupazione, oltre che nella comunità scientifica, anche tra i diretti interessati, i giovani, sui rischi comportamentali legati all’utilizzo eccessivo e pervasivo dei social. Gli under 35 rivendicano un ascolto attivo anche per arginare la loro ricompensa sociale attraverso i like e ridurre il social-qualunquismo. Esiste nella comunità giovanile – precisa Rio – una crescente consapevolezza digitale sulle criticità legate all’uso delle piattaforme sociali e sulla loro contaminazione emotiva condizionante l’umore delle persone. Raffaele Rio ha altresì evidenziato la necessità di una mirata azione politica più attenta per arginare il “lato oscuro della rete”. Secondo il presidente di Demoskopika “sarebbe utile avviare una capillare campagna di comunicazione della Presidenza del Consiglio funzionale a rafforzare la cultura digitale, a divulgare una maggiore conoscenza sui pericoli dei social media tra le giovani generazioni”.

I social media battono gli amici

L’analisi dei risultati restituisce un quadro piuttosto chiaro riguardo alla preferenza da parte degli intervistati per le attività mediate a conferma di quanto accadrebbe da qualche tempo, ovvero “la legittimazione di una nuova cultura del tempo libero”. E così, la maggior parte dei giovani intervistati ha dichiarato di usare tutti i giorni i social (85,7%) o un personal computer (79,8%). Per circa quasi 7 giovani su 10 prevale l’ascolto di musica (68,9%) oppure guarda la televisione, attraverso principalmente le piattaforme digitali (67,4%). Per quanto riguarda invece le attività “non mediate”, solo poco più di 3 giovani su dieci vedono quotidianamente gli amici (36,7%) e ancora di meno è la percentuale di intervistati che dichiara di passare il tempo libero con parenti e familiari (17,3%).

In Sicilia, Campania e Umbria la maggiore incidenza

Secondo l’indagine, sono la Sicilia, la Campania e l’Umbria, con una percentuale di poco superiore all’11% della popolazione under 35, ad avere il più alto tasso di giovani a rischio dipendenza da social media (rispettivamente, 106,8mila, 131,4mila e 16.500mila). Sopra il 10% anche Lazio (109,1mila giovani), Toscana (66,9mila), Abruzzo (24mila), Valle d’Aosta (2.300), Trentino Alto Adige (22,5mila), Marche (27,4mila), Puglia (78,9mila), Basilicata (10,7), Molise (5.500) e Piemonte (75,3 mila). La ricerca è stata condotta su 3mila giovani residenti in Calabria, tuttavia, spiegano gli analisti, “considerata la rilevante numerosità degli intervistati e la significativa omogeneità nei consumi dei social media da parte dei giovani in Italia, i risultati emersi possano essere inferiti per l’intero territorio nazionale”.

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