lunedì, 15 Aprile, 2024
Ambiente

Rapporto ambientale Snpa: in Italia bene le rinnovabili, non bene le emissioni di gas serra e rifiuti

I nuovi studi elaborati dal Sistema nazionale per la protezione ambientale (SNPA) rivelano “un Paese in linea con gli obiettivi europei e di sviluppo sostenibile per le fonti rinnovabili, la raccolta differenziata e lo smaltimento in discarica. Meno bene la situazione delle emissioni di gas serra, rifiuti urbani e speciali e il consumo di suolo”. È questo il quadro nazionale che emerge dal quarto “Rapporto Ambiente” di SNPA, presentato ieri a Roma alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Si tratta di un’analisi in 21 punti sullo stato dell’ambiente in Italia, per capire “quali trend stanno andando nella direzione giusta e quali no, cosa risulta stabile, quali elementi andrebbero maggiormente indagati e migliorati”. Un quadro complessivo buono, ma che richiede attenzione e impegno costanti.

Gli indicatori

Nel dettaglio, tale Rapporto ambientale individua il nostro Paese “in linea con gli obiettivi europei e di sviluppo sostenibile” per la produzione di energia da fonti rinnovabili, che raggiunge “buoni livelli” di raccolta differenziata dei rifiuti e diminuisce lo smaltimento in discarica. Lento, ma in miglioramento, è la qualità dell’aria, soprattutto del particolato PM2,5; sono buoni anche i risultati ottenuti con l’agricoltura biologica e aumentano i controlli agli impianti produttivi. “Meno bene”, invece, è la situazione delle emissioni di gas serra, l’incidenza del turismo sui rifiuti urbani, la produzione di rifiuti speciali e il consumo di suolo. Infine, dall’analisi emerge come sia “stabile” la situazione dei piani di adattamento ai cambiamenti climatici, della gestione delle aree protette e del rumore.

Trend positivo

Bene per le ‘Energie rinnovabili’. L’andamento va nella direzione auspicabile dal punto di vista ambientale. Dall’analisi del trend 2004-2020 emerge che l’uso delle energie rinnovabili è aumentato e la quota è quasi triplicata nel periodo considerato: dal 6,3% del 2004 si è passati al 20,4% nel 2020 con un valore superiore all’obiettivo del 17% assegnato all’Italia. Risulta positivo anche il trend per ‘Agricoltura biologica’. Negli ultimi 32 anni l’andamento è stato crescente sia in termini di operatori sia di superficie coltivata. Per quanto riguarda ‘Raccolta differenziata’, il Rapporto evidenzia la crescita anche nel 2022, che raggiunge così il 65%.

La quantità dei ‘Rifiuti smaltiti’ in discarica risulta in costante discesa: dal 63,1% del 2002 si è passati al 17,8% del 2022. I dati di Rapporto Ambiente confermano l’andamento decrescente del PM2,5 negli ultimi 10 anni, un effetto della riduzione congiunta delle emissioni di particolato primario e dei principali precursori del secondario (ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ammoniaca e composti organici volatili). Risulta superato, nella quasi totalità delle stazioni di monitoraggio, il valore di riferimento annuale dell’OMS (99,7% dei casi) che nelle nuove linee guida è stato ridotto a 5 μg/m3. Riguardo ai ‘Controlli SNPA’ agli impianti produttivi, il trend relativo agli anni 2020-2021 risulta positivo in quanto il numero di visite ispettive AIA e Seveso è in crescita, determinando così un maggior numero di controlli.

Stabile

L’andamento analizzato da SNPA è stabile, rispetto alla direzione auspicabile dal punto di vista ambientale, per i ‘Cambiamenti climatici’. Nel 2021 le Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici approvate sono 4, due in più rispetto al 2018. Una lieve tendenza positiva, ma ancora insufficiente. In merito ai ‘Rifiuti urbani’, rispetto all’obiettivo di ridurre in modo significativo la quantità totale di rifiuti urbani prodotti entro il 2030, la situazione nazionale può considerarsi stabile, dacché in diminuzione dell’1,8% rispetto al 2021.

Anche riguardo al ‘Rumore’ nel complesso il trend risulta stabile. In merito alle ‘Aree protette terrestri e marine In Italia”, ad oggi la copertura nazionale di superficie protetta a terra è di 6.530.473 pari al 21,7% del territorio italiano. L’ obiettivo UE è tutelare almeno il 30% della superficie terrestre dell’UE e il 30% dei suoi mari entro il 2030.

Negativo

“L’andamento NON va nella direzione auspicabile dal punto di vista ambientale” per le ‘Emissioni gas serra’, che si riducono rispetto al 1990 (-20%), ma la diminuzione non è sufficiente. Nel 2021 i gas serra hanno visto un incremento dell’8,5% rispetto all’anno precedente. Non va nella direzione auspicabile anche il ‘Consumo di suolo’. Dal 2006 al 2022 è aumentato in Italia di oltre 120.000 ettari. Un incremento che allontana ancora di più dall’obiettivo di azzeramento del consumo netto di suolo. Per la ‘Qualità dell’aria’ l’obiettivo ad oggi è “ridurre i livelli dei principali inquinanti in modo sostanziale”. Tra il 2013 e il 2022 la concentrazione di PM10 è risultata decrescente nel 45% delle stazioni analizzate, con una diminuzione media del 2,1% annuo.

Riguardo all’ ‘Incidenza del turismo sui rifiuti urbani’ i dati confermano come “le presenze dei turisti gravino maggiormente sul territorio delle regioni che registrano una pressione turistica elevata” (che infatti sono Trentino-Alto Adige, 33,12 kg pro capite e Valle d’Aosta, 15,35 kg pro capite). Circa i ‘Rifiuti speciali’, in Italia aumenta la produzione: rispetto al 2020, a fronte di una crescita del PIL pari al 7%, la produzione di rifiuti speciali segna +12,2%.

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