domenica, 26 Maggio, 2024
Sanità

I medici sulla responsabilità chiedono un provvedimento ad hoc

FnomCeo, Cimo, Sigo e Aogoi: ogni fallimento terapeutico è diventato una colpa

La Federazione degli ordini dei medici, chirurghi e odontoiatri (FnomCeo) ha “grandi aspettative” sulla soluzione delle problematiche normative relative alla colpa professionale medica. “Ma occorre ora, con urgenza, un provvedimento ad hoc che restituisca la serenità ai professionisti, uno scudo penale che, nelle more della revisione, li protegga dalle cause infondate e dalle denunce ingiuste”. Lo ha detto il presidente della Federazione, Filippo Anelli, dopo l’accantonamento degli emendamenti al Milleproroghe volti a estendere lo scudo penale, correlandolo alla situazione emergenziale dovuta alla carenza di personale.

Denunce infondate

Una carenza che, secondo FnomCeo, non farà che peggiorare, in assenza di correttivi. “Secondo un recente sondaggio del Sindacato Anaao-Assomed – spiega Anelli– il 72% dei medici ospedalieri vorrebbe abbandonare il servizio sanitario nazionale. E uno dei motivi è proprio il timore di denunce infondate. Una visione, questa, confermata anche da Cimo-Fesmed, secondo il quale quello della responsabilità professionale è un tema urgente e di estrema importanza, perché il timore di contenziosi, che in oltre il 90% dei casi si risolvono in un nulla di fatto, rende impossibile ai professionisti lavorare con serenità”.

I medici vogliono un segnale forte

La Federazione e le associazioni partecipano ai lavori della Commissione del Ministero della Giustizia, presieduta dal magistrato Adelchi d’Ippolito, ma “ogni anno che passa – conclude Anelli – migliaia di medici abbandonano il Servizio sanitario nazionale, verso l’estero, il privato, la libera professione, il pre-pensionamento, persino verso altre e diverse carriere lavorative. Occorre, da parte del Governo e del Parlamento, un segnale forte, che restituisca serenità ai medici e torni a rendere attrattivo l’esercizio della professione all’interno del Servizio sanitario nazionale”.

Scrematura stragiudiziale

Anche la Sigo (Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia) e la Aogoi (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani), ritengono che “la diffusa tendenza a trasformare ogni fallimento terapeutico in un addebito di colpa, oltre a causare un ingiusto trauma sul versante psicologico e professionale per il sanitario coinvolto, incide inevitabilmente sulla qualità del servizio offerto, anche alimentando il tanto criticato fenomeno della medicina difensiva.” Le due associazioni chiedono “una scrematura stragiudiziale” di quei casi ricollegabili ad “alea terapeutica” e non ad errore da colpa professionale. Attualmente, l’Atp (Accertamento tecnico e preventivo) e la mediazione non sembrano costituire utili strumenti di deflattivo del contenzioso nell’ambito della responsabilità sanitaria.

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