martedì, 16 Luglio 2019
Editoriale Politica

L’UE ed il resto del mondo

Forse dovremmo sprovincializzare l’Ue e cercare di inserirla in un contesto mondiale più complesso se vogliamo capire meglio quali posso essere i suoi veri problemi e non solo pensare ai problemi tra gli Stati aderenti. E non ci riferiamo solo alle vicende strettamente connesse con la finanza e l’economia.

Potremmo iniziare anche dalla più vicina Svizzera che non firma l’accordo proprio con l’Ue, che doveva avvenire entro il trenta giugno. L’accordo riguardava il patto di “convivenza” tra Berna e l’Unione. Ora  sarà impossibile scambiare in Europa Azioni della Borsa di Zurigo ed è decaduta dal primo luglio la cosiddetta equivalenza Zurigo/altre piazze Ue. E la Svizzera naturalmente come contromossa taglierà alcuni fondi che era tenuta a versare all’Unione. Oggi i rapporti tra i 27 stati Ue e le casseforti svizzere, si fa per dire, sono regolati da una dozzina di trattati bilaterali.

C’è poi l’intervista di Putin al Financial Times nella quale afferma che l’idea di liberaldemocrazia attuale è ormai obsoleta e che essa non riesce più a risolvere i problemi delle popolazioni. Il nostro Giuseppe Conte gli ribatte ma afferma anche che la “riflessione Putin” è più complessa di quello che appare al primo ascolto. Ci piacerebbe sapere come la pensa l’Ue su questo tema, che siamo certi, sarà il problema dei prossimi decenni in tutto il mondo.

Desideriamo anche accennare sui rischi che il cibo italiano può correre dal patto Ue-Mercosur. Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay riducono le tariffe su cioccolato, vini e bevande in genere tutelando solo il 10% del made in Italy. Philip Hogan, il commissario Ue, afferma che “l’Export di qualità aumenterà. Agrumi, Zucchero, Riso e pollame sono i prodotti più esposti alle importazioni a dazi zero. I prodotti agroalimentari europei di alta qualità avranno la protezione massima nei Paesi del Mercosur”.

E poi c’è l’Europa liberoscambista che ha siglato accordi di libero scambio, salvo ratifiche, con Mercosul e Vietnam; e questi accordi contano perché occorre dare un segno tangibile a Donald Trump e alla sua politica neoprotezionistica che avversa alleati proprio come l’Unione europea avvantaggiando altri attori commerciali.

Infine, ma solo per questo momento, vogliamo ricordare che l’Unione ha annunciato venerdì scorso che l’INSTEX -scambi finanziari e commerciali- con l’Iran, malgrado le sanzioni statunitensi, è diventato operativo. Certo dobbiamo registrare anche la perplessità dell’Iran stessa che non vede nell’INSTEX il commercio di petrolio Teheran Ue.

E gli Usa… sono preoccupati per il caccia F-14 proprio in forza all’Iran.

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