sabato, 17 Aprile, 2021
Attualità

Conti pignorati, militari all’estero senza indennità

Una interrogazione al Ministro della difesa dei senatori Alberto Balboni e Isabella Rauti ha acceso i riflettori sulla situazione dei militari italiani impegnati in missioni all’esterno. Nell’atto di sindacoispettivo n. 4-02886, i due esponenti di Fratelli d’Italia menzionano una comunicazione ufficiale del Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti – Ufficio Amministrazioni Speciali del 6 febbraio scorso avente ad oggetto “pignoramento presso terzi operato sul conto corrente postale di questo Ufficio”.

Con tale missiva, inoltrata ad una lunga serie di destinatari in Italia e all’estero, l’Ufficio informa le proprie strutture amministrative che, a decorrere dal 24 gennaio, “ha subito una serie di onerosi vincoli pignoratizi da parte di Poste Italiane S.p.A., che, sommati a quelli già precedentemente apposti, ammontano a circa 22,6 milioni di euro con conseguente sconfino di circa 3 milioni di euro rispetto al saldo contabile, pari a circa 19,6 milioni di euro”.

La nota precisa “che i pignoramenti subiti sono a tutela di ragioni creditorie vantate da varie Società nei confronti di Enti dell’Amministrazione della Difesa”, mentre nessun procedimento esecutivo analogo è stato attivato nei confronti del Segretariato Generale della Difesa.

Ciò nonostante non potranno essere assicurate le attività d’istituto; la sospensione va a ricomprendere “l’erogazione degli emolumenti al personale in servizio all’estero presso gli uffici addetti della difesa, la somministrazione di fondi ai distaccamenti dipendenti, spese connesse al V rendiconto, anticipi e liquidazioni missioni”.

Di qui l’iniziativa dei senatori Balboni e Rauti che hanno pensato bene di chiamare in causa il Ministro, in presenza di “un situazione di palese, grave ed evidente anomalia, la cui portata potenzialmente dirompente è tale da comportare il rischio di una compromissione del regolare funzionamento delle attività di difesa nazionale, sia in Italia che all’estero”.

L’interrogazione chiede di sapere se ed entro quale termine urgente il Ministro, rispetto alla criticità contabile e gestionale emersa, intenda attivare i propri poteri di ispezione e indagine interna al fine di far luce sulla vicenda, verificando le cause e le responsabilità che hanno generato e determinato il protrarsi dell’esposizione debitoria e quali interventi urgenti ritenga di adottare al fine di identificare soluzioni alternative idonee a scongiurare il rischio che l’onere dei vincoli pignoratizi sia sostenuto in ultima istanza dal personale in servizio all’estero e presso le diverse diramazioni organizzative del Ministero.

La notizia, come è prevedibile, ha generato qualche malumore. E adesso tutti attendono, con una certa apprensione, la risposta del ministro Lorenzo Guerini.

Nel frattempo abbiamo chiesto lumi al delegato Cocer Interforze Gennaro Galantuomo: “Anni di tagli indiscriminati alla Difesa – ha affermato il sottufficiale – hanno generato situazioni di insolvenza del dicastero che sono al limite”. “Da molto tempo – continua, non senza lasciare trasparire una certa amarezza per quello che sta accadendo – lamentiamo una carenza di risorse che incidono significativamente sulla vita lavorativa dei militari. Situazioni che si ripercuotono poi sugli uomini e sulle donne in uniforme che vive quotidianamente il disagio. Di questo passo, senza un radicale cambio di rotta nella gestione delle risorse a favore della Difesa, il rischio che in futuro si possano creare altre situazioni imbarazzanti è concreto. La politica non può ricordarsi delle Forze Armate solo nel momento del bisogno o di fronte a delle emergenze, noi ci siamo sempre e lavoriamo tutti i giorni per garantire la sicurezza interna ed esterna del Paese”.

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