domenica, 7 Marzo, 2021
Ambiente

Nano polveri a Venezia, 9% viene dal traffico marittimo

Scienziati dell’Università Ca’ Foscari Venezia hanno completato il primo studio sulle nanoparticelle emesse dal traffico marittimo a Venezia. Secondo i risultati preliminari, tra il 7 e il 9% delle nanoparticelle, con diametro inferiore a 0,1 micron (un decimillesimo di millimetro), sono dovute agli scarichi delle imbarcazioni. Questo tipo di traffico incide più per il ‘nano’ particolato che per le PM2.5 o superiore.

Il risultato contribuisce a espandere la conoscenza scientifica sull’inquinamento atmosferico a Venezia, una delle città più colpite in Italia dal fenomeno dello smog. Studi precedenti avevano già dimostrato che l’impatto del traffico marittimo aumenta al diminuire della dimensione delle particelle, ma erano stati effettuati pochi studi e limitati al massimo a 1 micron di dimensione.

Le nanoparticelle, invece, possono penetrare più in profondità nell’apparato respiratorio, con possibili conseguenze più dannose sulla salute. La ricerca è stata possibile grazie al programma Interreg Italia-Croazia e fa parte delle attività del progetto Ecomobility, appena concluso, finanziato con 830 mila euro e coordinato da Ca’ Foscari.

La dimensione transfrontaliera del progetto ha permesso un confronto con un’altra città portuale, Rijeka in Croazia, dove l’impatto da traffico navale risulta inferiore rispetto a quello misurato a Venezia. Anche nel porto croato le nanoparticelle hanno mostrato un impatto più elevato rispetto al particolato più grande: per le particelle “nano” si arriva al 2%, contro lo 0,5% delle particelle più grandi. L’obiettivo del progetto era promuovere la sostenibilità ambientale del trasporto stradale e navale in aree costiere, utilizzando un approccio eco-compatibile.

Oltre alle analisi sull’inquinamento, il team internazionale ha sviluppato un vero e proprio strumento utile alle amministrazioni locali.

“I dati di inquinamento provengono dalle centraline Arpav e non sono utilizzati solo per l’applicazione – aggiunge Andrea Gambaro, professore di Chimica analitica e coordinatore del progetto – abbiamo anche creato un sistema di supporto per i gestori del traffico urbano che ricevono degli avvisi in tempo reale, al superamento di determinate soglie di inquinamento. In questo modo gli enti preposti possono intervenire preventivamente per evitare il sovrainquinamento”. (Italpress)

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