martedì, 5 Marzo, 2024
Economia

Artigiani in crisi, tra costi delle materie prime e chiusura del credito

Appello al Governo. Gregorini (Cna): alle piccole imprese servono riforme inclusive

Rappresentano il 99% del tessuto produttivo ma quando si tratta di scelte vincono sempre le grandi imprese che sono l’1%. È la riflessione, amara, dei vertici della Confederazione nazionale degli artigiani che temono di rimanere soli al centro di una sfida che ha più avversari: la crisi, il rialzo dei costi energetici, la chiusura del credito da parte delle banche. “Un’Italia con meno artigiani e meno piccole imprese”, spiega il segretario generale Otello Gregorini “sarebbe sicuramente un Paese più povero, in tutti i sensi, diverso, più brutto, peggiore. Essere artigiano, essere un piccolo imprenditore vuol dire infatti fare impresa, ma non solo. Significa anche essere parte integrante della comunità, del territorio, del tessuto sociale, rappresentandolo, custodendolo, esaltandolo”.

Guardare al futuro

Il leader della Confederazione è presente ad una iniziativa sul nuovo Piano strategico nazionale 2023-2025. promossa dalla Cna Toscana guidata dal presidente Claudio Bettazzi e dal direttore Cinzia Grassi. “Un’occasione preziosa per tracciare i traguardi futuri di una grande organizzazione, sempre a fianco degli imprenditori e delle esigenze del mondo economico”.

Piccole imprese dimenticate

“Gli artigiani, le micro e piccole imprese rappresentano oltre il 99 per cento del tessuto produttivo”, fa presente Gregorini, “non è colpa nostra, noi vorremmo un numero maggiore di grandi imprese ma la realtà è questa. Purtroppo, però, quando si scrivono norme e misure per le imprese il riferimento, non solo da parte dell’amministrazione pubblica, è all’uno per cento. L’interesse nazionale invece è che l’impresa italiana, a prescindere dalla classe dimensionale, possa essere più competitiva grazie a una cornice normativa, fiscale e finanziaria che sappia cogliere le specificità delle imprese”.

Crescita troppo bassa

A temere la crisi economica sono proprio famiglie e piccole imprese che devono fare i conti con i rialzi dell’energia, e dei costi delle materie prime. “Il momento economico”, riflette Gregorini, “non è dei migliori e si rischia una crescita da prefisso telefonico mentre altri Paesi europei, a cominciare dalla tradizionale locomotiva Germania, sono già in crisi”.

Tassi alti e credito giù

In più ci sono gli effetti negativi dell’aumento dei tassi di interesse e la riduzione del credito. “Di certo non aiuta a combattere questi pericoli la politica del credito”, sottolinea il leader della Confederazione degli artigiani, “Da un lato la Banca centrale europea aumenta a raffica i tassi d’interesse, dall’altro gli istituti di credito italiani sono particolarmente avari: i dati della Bce rivelano che i prestiti alle imprese, se frenano in tutta Europa, fanno segnare nel nostro Paese la contrazione più forte dal 2004 a questa parte, senza segnali di inversione di tendenza”.

Superbonus, scelte sbagliate

“Siamo rimasti stupiti anche dall’accanimento contro il superbonus”, precisa Otello Gregorini, “certi allarmismi sui conti pubblici a rischio per colpa di questa misura sono, forse, eccessivi e anche pericolosi. Il superbonus non poteva essere una misura permanente ma ha contribuito alla ripresa dell’economia, sia pure con un costo elevato. Ora vorremmo avere chiarimenti sulla questione dei crediti incagliati: sette mesi fa ci era stata promessa una mappa che ancora non abbiamo visto. Nel contempo è inaccettabile che i cantieri avviati con contratti firmati rispettando tutte le diposizioni di legge non posano concludere i lavori. Si tratta di oltre 20mila edifici, tra 40 e 50mila famiglie e alcune migliaia di imprese coinvolte”.

Appello al Governo

“Chiediamo al governo”, propone il direttore della Cna, “di correre ai ripari, varando provvedimenti a favore delle imprese, espansivi, sia pure nei limiti delle possibilità imposte dai trattati europei. Confidando nella Bce, che eviti nuovi incrementi dei tassi, e nelle banche italiane, che evitino ulteriori inasprimenti delle condizioni per concedere prestiti alle imprese”.

Artigiani, riforma dopo 40 anni

“Sul tappeto”, conclude Gregorini, “c’è poi la riforma della legge dell’artigianato, che ha quasi quarant’anni e mostra tutta la sua età, ma per vincere le tante battaglie che si pongono di fronte a noi dobbiamo rimboccarci le maniche e condurre la nostra Cna davanti a tutti, che non deve diventare uno slogan, ma un obiettivo, un obiettivo”.

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