martedì, 19 Gennaio, 2021
Società

Una preghiera per sconfiggere il coronavirus

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Nei giorni scorsi nelle campagne del Vallone, meglio conosciute come il “granaio” del Nisseno in Sicilia, dove si trovano centinaia di aziende agricole in difficoltà per mancanza di foraggio e con il rischio concreto di un’annata agraria fallimentare, si è svolta una suggestiva processione per “invocare” la pioggia. Tantissimi fedeli si sono radunati al Santuario del Signore di Bilici per poi dare vita ad un corteo guidato dal Santissimo Crocifisso e da Sant’Antonio Abate, protettore degli allevatori e degli agricoltori. La Fede, si sa, è anche questo. Fiducia che va oltre la ragione.

Anche per il coronavirus è scattato lo stesso meccanismo. L’elevato numero di casi riscontrati ed i decessi registrati fino ad oggi contribuiscono ad alimentare un clima di paura e preoccupazione. Al di là della mobilitazione dei medici e del lavoro che stanno svolgendo tutte le istituzioni, grazie al coordinamento del Dipartimento della Protezione civile, c’è chi ha pensato bene di chiedere una intercessione dall’alto.

La preghiera, del resto, non ha effetti collaterali, né offende la sensibilità di alcuno. Al contrario ci riporta alle nostre radici che una distorta interpretazione del principio di laicità, aliena dal dettato costituzionale, cerca a tutti i costi di cancellare dalla vita pubblica.

Per fortuna ci sono persone che, con orgoglio, non si lasciano condizionare da queste aberrazioni. E così i componenti dell’Associazione Europea Amici di San Rocco – che fa capo alla omonima chiesa rettoria che si trova all’Augusteo a Roma, hanno pensato bene di scrivere una preghiera “ad hoc” che recitano tutti i giorni fino alla fine della situazione di emergenza. “O Dio fonte infinita di misericordia e perdono – si legge nel testo – che nella persona del Tuo figlio Gesù ci hai dispensato il pane eucaristico dimostrandoci l’amore senza fine, concedi a questa umanità posta in mezzo al pericolo del coronavirus di essere liberata da questa piaga che ci affligge”.

E ancora: “Illumina, O Do, le menti dei ricercatori, perché possano trovare la cura a tanto male, poni la Tua mano su di loro, manda il Tuo santo Spirito portatore di consolazione e di speranze”. “Abbi pietà di noi – si legge nella strofa successiva – che siamo peccatori e incapaci di vedere Te nella necessità dei fratelli; salva questa umanità ingrata ma tanto bisognosa del Tuo amore”. Non poteva mancare poi una invocazione anche per il Santo Taumaturgo originario di Montpellier, la cui vita, per certi aspetti, presenta delle similitudini con quella di San Francesco d’Assisi: “San Rocco, pellegrino di carità e liberatore, per opera di Dio, dalla peste, intercedi per noi presso di Lui per la liberazione da questo morbo. Donaci di saperci mettere a disposizione di chi realmente ha bisogno, come hai fatto tu”.

La preghiera nulla toglie all’impegno di chi si muove sui binari della scienza e sta combattendo per trovare un rimedio a questa tremenda “piaga”. Semmai aggiunge ulteriore forza, energia positiva ed ottimismo.

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