mercoledì, 24 Luglio, 2024
Energia

Nasce il vademecum per le comunità energetiche

Anci: i piccoli comuni vanno supportati sulle rinnovabili

“Sul tema dell’efficienza energetica è fondamentale sviluppare un approccio di rete che tenga principalmente conto delle esigenze specifiche dei piccoli comuni che rappresentano il 70% dei comuni italiani.” Il richiamo viene dal vice presidente di Anci (Associazione comuni italiani), Stefano Locatelli, che ha condiviso e supportato il lancio del vademecum che orienti i comuni sulle energie rinnovabili e le Comunità energetiche rinnovabili.

Vademecum di Anci e Gse

Il vademecum, supportato anche da Anci e Gse (Gestore servizi energetici) ha lo scopo di consentire di replicare ovunque le buone pratiche già realizzate sui territori. Carlo Salvemini, delegato nazionale Anci all’Energia e Rifiuti e sindaco di Lecce, ha ricordato come “i Comuni siano gli unici soggetti cui è riservata la scelta del percorso più adatto al contesto territoriale e agli aspetti socioeconomici sul tema dell’autoconsumo e delle comunità rinnovabili locali.” Con la redazione del vademecum si mira a fornire tutte le informazioni utili alle amministrazioni locali per inserire autoconsumo e comunità energetiche nella prassi pianificatoria abituale, stante l’attuale quadro assai complesso, e supportandoli sotto il profilo procedurale e tecnico nell’attuazione delle iniziative con modelli e casi già validati dal GSE.

2,2 miliardi stanziati

Salvemini ha auspicato che arrivi al “più presto il decreto attuativo del ministero dell’Ambiente che deve da un lato definire gli incentivi per autoconsumo e CER e dall’altro attuare la misura del Pnrr che stanzia 2,2 miliardi per lo sviluppo delle energie rinnovabili nei Comuni con meno di 5 mila abitanti”. Il delegato ha comunque ricordato che anche in questa “fase transitoria, a normativa vigente, i comuni possono già sviluppare forme di autoconsumo ed organizzare comunità energetiche”.

Aiutare piccoli comuni

Intanto sia gli amministratori locali che i tecnici di Gse hanno chiarito che sarebbe auspicabile già avviare delle fasi preliminari come, ad esempio: diagnosi dei propri consumi energetici da estendere ai consumi del proprio territorio, soprattutto dei soggetti fragili, mappatura delle superfici utili all’installazione delle rinnovabili, identificazione dove possibile delle aree idonee. Ma è anche necessario che si rafforzino le competenze tecniche e manageriali all’interno delle Amministrazioni locali. È necessario, concludono i rappresentanti di Anci, che il Governo dedichi a questo attenzione e risorse, che metta nelle condizioni le amministrazioni di svolgere il proprio ruolo con consapevolezza, ascoltando gli enti locali sui temi più delicati come appunto le aree idonee, dove ancora mancano passaggi normativi fondamentali.

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