lunedì, 26 Febbraio, 2024
Ambiente

Alberi pericolanti per il maltempo degli ultimi giorni: 50mila interventi

Secondo unʻanalisi condotta dalla Coldiretti in occasione dell’allerta meteo in 7 regioni, con ben 100 eventi estremi che si sono abbattuti sull’Italia tra bufere di vento, nubifragi, grandinate e fulmini portati dal ciclone Poppea negli ultimi quattro giorni, è emergenza per incidenti, danni e feriti provocati dagli alberi caduti e dai rami spezzati in una situazione in cui si contano nelle città circa 50mila piante pericolanti. Lo studio è stato realizzato sulla base del rapporto 2023 sugli interventi dei vigili del fuoco per rimuovere tronchi, tagliare rami o mettere in sicurezza gli alberi. Il cambiamento climatico si abbatte su una gestione del verde pubblico urbano non sempre in grado – denuncia la Coldiretti – di garantire il benessere delle piante e la sicurezza dei cittadini.

Gli errori

Le piante sferzate dal vento – evidenzia Coldiretti – cadono per la scelta di essenze sbagliate per il clima, il terreno o la posizione, ma anche per gli errori sulle dimensioni e sul rispetto delle distanze per un corretto sviluppo delle radici, sul quale pesa soprattutto la mancanza di manutenzione adeguata con potature eseguite senza la necessaria professionalità. Ma la tropicalizzazione del clima ha favorito la proliferazione di parassiti spesso arrivati dall’estero che – continua la Coldiretti – ha conseguenze catastrofiche sul verde, ma anche sulla sicurezza, con problemi di stabilità degli alberi. “Sul problema degli alberi pericolanti e del verde pubblico in genere occorre intervenire con una gestione professionale che preveda il ricorso alla figura del manutentore con idonea qualifica, anche attraverso la rivalutazione del ruolo degli agricoltori così come previsto dalla legge di orientamento che consente ai Comuni di delegare la manutenzione agli imprenditori agricoli ed evitare così una gestione improvvisata che mette in pericolo i cittadini” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che per questo “è necessario coinvolgere a tutti i livelli le 27mila aziende florovivaistiche italiane che con 100mila addetti già operano da nord a sud della Penisola.

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