martedì, 21 Maggio, 2024
Manica Larga

Il mondo del lavoro che verrà

Nei prossimi cinque anni, circa otto aziende su dieci adotteranno l’intelligenza artificiale generativa, un lavoro su quattro è destinato a cambiare mentre, più in generale, ci sarà una contrazione pari al 2% dell’attuale forza lavoro. A dirlo è una lunga e dettagliata analisi del World Economic Forum.

Se a pesare sul bilancio c’è soprattutto una crescita economica definita “lenta” caratterizzata dall’aumento dei costi dei fattori produttivi e dall’indebolimento del potere d’acquisto dei consumatori, nella dinamica distruzione-creazione di lavoro un ruolo importante è giocato dagli attuali trend ambientali e tecnologici.

Chi esce e chi entra

A pagare dazio saranno le figure amministrative, mentre in rapida crescita saranno gli specialisti in intelligenza artificiale, quelli in materia di sostenibilità e di sicurezza informativa e gli analisti di business, che avranno a che fare con la gestione dei big data.

Tra le altre figure professionali considerate di rilevanza stategica ci saranno gli esperti di marketing e, in particolare, esperti di marketing digitale, sviluppo di business e gestione clienti. Guardando invece ai settori in rapida crescita figurano educazione, agricoltura e commercio digitale.

Un nuovo set di competenze

Alla luce del fatto che le aziende dovranno cambiare pelle, quali sono i nuovi set di competenze richieste? I lavoratori del futuro dovranno adattarsi a instabilità e complessità. Per cui se il pensiero analitico è considerata una competenza fondamentale dalla maggioranza delle 803 aziende intervistate per lo studio, saranno il pensiero creativo unito alle competenze relative alla gestione del sé a far la differenza, resilienza in testa.

In buona sostanza, le competenze che serviranno di più sono quelle destinate a gestire alti livelli di complessità in un mondo a tassi crescenti di ambiguità. Detto in altri termini vuol dire che la forza lavoro del prossimo futuro dovrà possedere una mentalità imprenditoriale. Ovvero, avere la capacità di adattarsi costantemente, di correre rischi calcolati e di collaborare con gli altri, tanto dentro quanto fuori la propria organizzazione.

Formarsi per farsi trovare pronti

Tuttavia, seppur le aziende si dimostrano consapevoli del cambiamento epocale in atto, non riescono ancora a garantire un’efficace offerta formativa ai propri dipendenti. Infatti, al momento, solo tre lavoratori su dieci hanno accesso a opportunità di formazione adeguate.

Il che offre una grande opportunità affinché le università possano aggiornare, e in fretta, i propri modelli educativi per aiutare le aziende a essere pronte a raccogliere le sfide future con un’adeguata talent pipeline.

Condividi questo articolo:
Sponsor

Articoli correlati

De Luise (Confesercenti): ridurre il costo del lavoro, meno fisco e più flessibilità

Leonzia Gaina

Scuola e lavoro pilastri dell’identità collettiva

Giuseppe Novero

Far crescere la mente

Luca Sabia

Lascia un commento

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:
Usando questo form, acconsenti al trattamento dei dati ivi inseriti conformemente alla Privacy Policy de La Discussione.