giovedì, 2 Aprile, 2020
Società

Il frate “amico” dei barboni di Roma

Il freddo è un nemico molto pericoloso per chi vive per strada. Eppure anche in questo frangente in cui sembra che l’odio e l’indifferenza abbiano preso il sopravvento c’è chi, nel silenzio e nel nascondimento, si impegna a fare del bene.

A Roma il fondatore dell’Associazione europea Amici di San Rocco, fra Costantino De Bellis, sta sperimentando da tempo questa esperienza di vicinanza e di fraternità.

Sono tanti, troppi, i poveri della capitale che passano giorni e notti negli angoli bui e freddi di vicoli e stazioni. Li chiamano “barboni” o “clochard”: sono uomini e donne che, per un motivo o per l’altro, non hanno certezze o punti di riferimento. Ognuno di loro si adagia dove può, sperando di non imbattersi in qualche testa calda. Poi, però, arrivano loro, gli “angeli” della solidarietà e tutto cambia. A via Ripetta, in pieno centro storico dell’Urbe, il consacrato insieme ad  una ventina di volontari della Chiesa di San Rocco di piazza Augusto Imperatore ha iniziato a distribuire latte caldo e altri generi di conforto. Un gesto semplice che si ripete con frequenza al quale assistono tante persone. E tra loro anche i devoti del Santo taumaturgo di Montpellier, in pellegrinaggio a Roma, che si sono complimentati con il presidente dell’associazione per la sua dedizione ai poveri.

Per loro, fra Costantino De Bellis, è un “fratello maggiore” che ha deciso di intraprendere la strada della vera vita. Originario di Stornara, in provincia di Foggia, un passato da ufficiale dell’Esercito e una carriera manageriale molto promettente,  da vent’anni si dedica con anima e cuore non solo a diffondere le virtù cristiane di San Rocco, ma a metterle in pratica, a viverle nella quotidianità. E sempre con il sorriso sulle labbra e nell’umiltà, perché, come scrive San Paolo nella bellissima lettera ai Corinzi “la carità è benigna, la carità è paziente, non si vanta, non si gonfia, la carità”.

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