lunedì, 15 Aprile, 2024
Economia

Delle Site: banche e imprese, opportunità da cogliere

Tassi in rialzo, difficoltà nell’approvvigionamento al credito bancario da parte di microimprese e pmi ma anche di grandi imprese operanti in settori ritenuti a più alto rischio, necessità di curare il proprio rating bancario, sono alcuni degli aspetti che in questa fase storica investono le imprese in cerca di finanziamenti per la realizzazione di nuovi investimenti o semplicemente per finanziare la liquidità aziendale. Gli imprenditori necessitano sempre più di figure in grado di guidarli e orientarli nell’accesso al credito e alle diverse nuove forme di finanza a disposizione delle aziende. Ne abbiamo parlato con Benedetto Delle Site, imprenditore nel campo dei servizi finanziari, con una lunga esperienza nell’area credito &  finanza di primarie associazioni di categorie italiane, nonché Ceo dello Studio Delle Site & Partners una società di consulenza specializzata proprio nell’accompagnamento degli imprenditori nel mercato del credito.

Dottor Delle Site, come nasce Delle Site & Partners?
Figlio e nipote di banchieri, ho respirato banca sin da giovanissimo.
Nel mondo delle organizzazioni di categoria e da giovane imprenditore, mi sono reso conto di quanto fosse difficile per le aziende relazionarsi con il mondo del credito. La nostra realtà nasce nel 2017 come una consultancy in grado di sostenere l’imprenditore nei rapporti col mondo bancario accompagnandolo nella selezione dei migliori prodotti offerti dal mercato del credito sulla base delle caratteristiche dell’azienda e del proprio fabbisogno finanziario. Anche quello in cui operano oggi le banche è infatti un mercato dove è possibile identificare fornitori e prodotti più confacenti alle esigenze della propria attività, anche in considerazione dei diversi criteri che distinguono i vari istituti nella valutazione del merito di credito. Vi sono poi una serie di operatori, quali confidi, finanziarie, piattaforme fintech, che spesso rappresentano un canale alternativo alle banche. Per orientarsi in questo mondo, occorre una consulenza specialistica, che è quella che offriamo alla nostra clientela.

Quali le maggiori difficoltà oggi per gli imprenditori nei rapporti con le banche?
In primo luogo, molti imprenditori ancora non si rendono conto di quanto i loro comportamenti finanziari determinino in capo alle loro aziende una reputazione o rating, che può favorirli o sfavorirli nell’accesso al credito. La buona notizia è che tale reputazione può essere costruita e modificata, attraverso l’adozione di comportamenti grazie ai quali l’impresa nel tempo può influenzare la valutazione della propria affidabilità. In secondo luogo, occorre ricercare la banca o l’ente finanziario nonché selezionare i relativi prodotti più
vantaggiosi: se l’istituto dove si è correntisti non è disponibile a concedere o aumentare gli affidamenti, si possono rafforzare le garanzie offerte ricercandole sul mercato oppure identificare altri canali, proprio perché la valutazione del merito creditizio varia da un istituto all’altro, ed anche i tempi di risposta. Oggi una banca che deve concedere un credito è vincolata dalle regole di Basilea ad una serie di accantonamenti. Questo non incentiva l’erogazione di nuovi prestiti e anzi provoca in molti casi la chiusura dei rubinetti.

I tassi d’interesse sono in rialzo, questo ostacolerà la domanda di mutui e altre forme tecniche di finanziamento?
Sicuramente il costo del denaro è, in generale, in salita. Ma i tassi variano comunque da banca a banca. Anche per questo, in un’ottica di abbattimento dei costi, è necessaria la guida di un esperto. E poi, esistono ancora numerose opportunità di finanziamento per le imprese a tassi d’interesse agevolati o addirittura a tasso zero. Parliamo del ramo della cosiddetta finanza agevolata, servizi che, attraverso bandi pubblici locali, regionali, nazionali od europei, possono consentire l’accesso al capitale necessario per acquisire macchinari,  attrezzature, beni strumentali materiali e immateriali, e che spesso prevedono in ragione del valore attribuito alla tipologia d’investimento anche quote di contributo a fondo perduto, cioè capitale che non dovrà essere reso. Noi monitoriamo costantemente la pubblicazione di questi bandi per offrire un servizio completo ai nostri clienti e siamo in grado di supportare l’imprenditore nella presentazione della richiesta e nella successiva fase di rendicontazione, che spesso è la più delicata. Siamo stati abituati, per ragioni storiche, ad un rapporto asimmetrico e passivo verso gli istituti di credito. Oggi gli imprenditori debbono invece relazionarsi più consapevolmente con un mercato in cui è possibile rintracciare molteplici soluzioni.

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