domenica, 19 Gennaio, 2020
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La “zona grigia” tra mafie e potere politico

Poco prima della fine del 2019, coordinata dal Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, è scattata l’operazione “Rinascita-Scott” che ha portato all’arresto di 334 persone. Stando alla voce dei protagonisti, gli elementi raccolti hanno consentito ai magistrati di individuare e disarticolare gli assetti delle ‘ndrine in tutto il territorio nazionale e all’estero, facendo emergere il coinvolgimento di politici, professionisti e imprenditori.

Al netto della presunzione di innocenza – valevole per tutti fino a sentenza passata in giudicato, così come ci impone la Carta del ‘48 – resta un dato su cui occorre riflettere: fino a che punto si estende la famigerata “zona grigia” nella quale personaggi in vista della società civile e quelli delle consorterie criminali vengono in contatto per finalizzare operazioni spesso ai limiti della legalità?

Contiguità, connivenze e intrecci vari non sono temi di esclusivo interesse di magistratura e forze dell’ordine ed è giusto che l’Accademia faccia la sua parte, prevedendo spazi ed opportunità di formazione in questo campo.

In tale contesto si inserisce la tavola rotonda intitolata “Storia dell’Italia mafiosa: l’evoluzione delle mafie e la zona grigia” con cui l’Università degli Studi del Sannio inaugura il Corso di formazione in “Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione e valorizzazione di una cultura di legalità”.

L’iniziativa è di grande rilievo anche perché negli ultimi tempi abbiamo assistito ad una un’evoluzione del “metodo mafioso” con un minore ricorso alla violenza, esercitata o minacciata a vantaggio delle relazioni di scambio e collusioni nei mercati legali. Introducono il Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Benevento, Giovanni Conzo e il professore Massimo Squillante, Direttore del Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi quantitativi dell’Ateneo sannita, modera l’avvocato Marcella Vulcano, una vera esperta nel campo della gestione e dell’amministrazione dei beni e delle imprese confiscate alla criminalità organizzata.

L’appuntamento è per domani giovedì 16 gennaio alle ore 15.30 nella sala ex Biblioteca del Rettorato. Dopo i saluti del Magnifico Rettore Gerardo Canfora, del Prefetto Francesco Antonio Cappetta, del Procuratore della Repubblica, Aldo Policastro, del procuratore generale presso la Corte di appello di Napoli, Luigi Riello, della presidente del Tribunale di Benevento, Marilisa Rinaldi, e di Guglielmo Trupiano, direttore del Centro Europe Direct Lupt “Maria Scognamiglio”, sono previsti gli interventi di Federico Cafiero de Raho, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, procuratore capo della Repubblica di Napoli, Antonio D’Amato, componente del Consiglio superiore della magistratura e Vincenzo Lomonte, presidente facente funzioni della Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Napoli.

Al di là di quello emergerà dalle varie relazioni, sarebbe auspicabile che tutti i soggetti coinvolti si adoperassero per stabilire delle linee guida in modo da arrivare a forgiare organismi sociali, economici e politici, istituzionali e professionali impermeabili alla mafia. Dal nostro punto di vista, quella appena descritta resta la sfida più importante ed affascinante del prossimo futuro.

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