domenica, 25 Ottobre, 2020
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Coldiretti: guerra e petrolio, danni per il nostro agroalimentare

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In un Paese come l’Italia dove l’85% dei trasporti commerciali avviene per strada l’impennata del costo del petrolio e il conseguente rincaro dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione. Preoccupazione per i risvolti dei conflitti in Medio Oriente, è oggi sottolineata dalla Coldiretti che spiega come il conflitto genererà pesanti rincari a danno di produttori e consumatori. Una spirale che Coldiretti prevede per il rincaro record delle quotazioni del petrolio a causa delle tensioni tra Usa e Iran. “Una situazione che oltre alle borse”, sottolinea la Coldiretti, “ha effetti diretti ed immediati sulla vita dei cittadini poiché l’aumento è destinato a contagiare l’intera economia. Se salgono i prezzi del carburante aumentano i costi per le imprese mentre”, precisa la Coldiretti, “si riduce il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi”. La batosta più pesante sarà quella che subirà il comparto agroalimentare con aumenti che si replicheranno sui prezzi dei prodotti e sui bilanci già precari delle famiglie.

“A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti”, calcola la Coldiretti, “è anche l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura”, secondo una analisi della Coldiretti su dati Ismea. Unico modo per proteggerci da una crisi energetica è quindi potenziare le infrastrutture.

Fragilità che per l’Italia ha, infatti, un aggravante notevole, quello di un deficit infrastrutturale notevole, dove le merci transitano su gomma, mentre si è indietro nella realizzazione di una moderna ed efficiente logistica di porti, interporti e ferrovie.

“Gli shock energetici aggravano un deficit logistico ed energetico che è necessario recuperare investendo su fonti alternative e sbloccando le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo”, sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che “si tratta di una mancanza che rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor competitività e quindi maggior difficoltà di sviluppo e crescita”.

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