lunedì, 5 Dicembre, 2022
Ambiente

Crisi idrica priorità del governo. Servono competenze tecniche

Convegno a Milano sulle criticità di acqua e clima

Nel corso dell’incontro Prioritizing Water on the Global Agenda, tenutosi il 24 aprile 2018, il Segretario Generale dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), Angel Gurria, aveva informato il Council of foreign relations di New York che entro il 2050 il 40% della popolazione mondiale avrà alte probabilità di vivere in aeree colpite da carenze idriche e un ulteriore 20% in zone colpite da alluvioni. Il problema non avrebbe riguardato solo gli Stati più poveri. Non dimenticando l’elevato numero di morti che tale fenomeno causerà come conseguenza diretta di fenomeni atmosferici, il deterioramento progressivo delle condizioni economiche delle aree interessate sarà infatti un’ulteriore conseguenza della crisi idrica che nelle aree agricole condizionerà in modo determinante i prezzi del mercato alimentare.

Martedì scorso 4 ottobre si è tenuto a Milano, all’Auditorium gruppo CAP, il Convegno “Crisi Climatica e Siccità. La sfida del consumo sostenibile delle risorse idriche”, presente un parterre particolarmente rappresentativo delle Istituzioni (tra gli altri il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli e il Vice Sindaco dell’Area Metropolitana di Milano, Michela Palestra) e della società.

Negli interventi introduttivi del Convegno, organizzato, con la collaborazione del Gruppo CAP, dalla Fondazione Univerde ed in particolare dal suo Presidente, Alfonso Pecoraro Scanio al quale sono stati rivolti ringraziamenti da tutti gli intervenuti per l’ attenzione dedicata da sempre al problema e al contesto, emerge come già nel 2012 l’ Italia era al 3° posto dei paesi a rischio di elevato stress idrico.

Una gran parte delle risorse idriche (oltre il 40%) viene disperso lungo il percorso necessario per fare arrivare a destinazione l’ acqua; tale processo si avvale dell’energia, altra risorsa le cui fonti ed utilizzo sono vitali per la sopravvivenza della popolazione.

Il Regolamento europeo che diverrà immediatamente operativo nel giugno 2023, comporterà necessari adeguamenti da parte di tutti gli Stati membri dell’ UE; ma occorre sin da subito migliorare processi, infrastrutture, razionalizzare i consumi sensibilizzando l’opinione pubblica.

Insomma dare nuova dignità all’acqua.

Il Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha con forza ribadito l’effetto delle carenze idriche sull’andamento dei prezzi dei prodotti agricoli.

Ricordando che il comparto agricolo pur assorbendo il 60% delle risorse idriche ne restituisce l’80%, produce miliardi di fatturato e occupa milioni di persone, ha lamentato che tutti gli allarmi lanciati in passato da Coldiretti sulla necessità di programmare e attuare investimenti a medio lungo termine per creare bacini di accumulo sono rimasti inascoltati dagli interlocutori politici con la conseguenza che la recente siccità ha determinato danni per oltre 6 miliardi all’agricoltura.

A tale assenza si aggiunge come fattore critico cruciale la necessità di aumentare il numero dei depuratori e in generale migliorare l’efficienza delle infrastrutture (ad esempio il Lago di Garda ha un solo depuratore a Peschiera la cui condotta necessita di importanti interventi di manutenzione) al fine di evitare il potenziale sviluppo di micro tossine, pericolose per la salute della popolazione e migliorare il processo di canalizzazione e smistamento che determina la dispersione dell’acqua trasportata.

Il Vice Sindaco Michela Palestra, ha spiegato  che la presenza di un elevato tasso di urbanizzazione delle città impone come priorità una migliore gestione delle risorse idriche, fermo restando che il sud dell’area metropolitana della città di Milano ha una capacità di produzione agricola molto forte che deve quindi affrontare le stesse problematiche sollevate dal Presidente della Coldiretti. Occorre pertanto intervenire tempestivamente collaborando con i singoli Comuni e le società che possono validamente contribuire all’efficientamento, seguendo le line guida già dettate dall’ agenda 2030.

Sarebbe altresì opportuno, ha detto Andrea Guerrini, componente collegio ARERA e Presidente Wareg (Network regolatori idrici europei), stabilire regole di utilizzo di questa importante risorsa e applicare, a livello nazionale, cioè senza delega alle Regioni, tariffe diverse per il consumo (agricoltura e altro) e chi sostiene i costi degli interventi di miglioramento.

Occorre prendere come riferimento la gestione delle risorse idriche nei Paesi del Nord Europa che appare sensibilmente avanzata.

Esempi da prendere a riferimento sono anche apparsi sul territorio nazionale illustrati dai rispettivi rappresentanti dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po nel Nord e dell’Acquedotto Pugliese SPA nel Sud, enti che con la loro costante opera tutelano e assicurano la mancata dispersione e l’approvvigionamento dell’acqua su territori molto vasti e che sono entrambi dotati di osservatori permanenti per il costante monitoraggio della situazione. L’auspicio è che vengano replicati in diverse zone d’Italia.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati la sintesi del “Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2022” e il video UNESCO-WWAP “Acque sotterranee: rendere visibile la risorsa invisibile” dai quali si apprende che il 99% delle acque sotterranee forniscono il 50% dell’ acqua potabile e che appare fondamentale migliorare la conoscenza del sottosuolo e implementare le infrastrutture per consentirne un miglior utilizzo a livello globale.

Sul punto di particolare interesse è risultato quanto illustrato dalla dottoressa Nicoletta Gozo dell’Enea (Responsabile Roll out tecnologico e coordinatrice progetto PELL Divisione Smart Energy) che, nel ribadire l’importanza dell’acquisizione di dati di valenza strategica per la risoluzione del problema, in conformità a quanto dettato dalle Direttive Europee, l’Enea ha creato una piattaforma per censire, valutare e monitorare le infrastrutture operanti sul territorio nazionale in base a KPI statici e dinamici, elaborati sentendo tutti gli stakeholders, e promuoverne lo sviluppo, ferma la necessità di una transizione culturale.

La necessità di un miglioramento e sviluppo delle infrastrutture è stata confermata anche nell’intervento del Ministro Patuanelli che nel ricordare ai presenti gli stanziamenti devoluti dal Governo a tale scopo ha sottolineato l’importanza di una maggior sensibilizzazione dei consumatori al fine di mutarne i comportamenti dispersivi delle risorse idriche.

Il Vice Ministro Teresa Bellanova ipotizza la nomina di un Commissario Straordinario che sovrintenda a tutti gli interventi per la formazione e chiusura di un ciclo integrato.

Commissario straordinario si o no, una cosa è certa. Programmare ed attuare investimenti per affrontare la crisi idrica sarà tra le priorità del nuovo Governo; a tale scopo sarà utile anche la collaborazione dei tecnici.

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