sabato, 14 Dicembre, 2019
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Anief: “Decreto 126/2019, i neo laureati possono fare supplenze”

“Per arginare il ricorso selvaggio alle chiamate con messa a disposizione, le graduatorie di istituto sono trasformate in provinciali per l’assegnazione di supplenze annuali o al termine delle attività e riaperte al personale laureato con richiesto da Anief fin dal primo incontro con il ministro Fioramonti. Rimane la delusione per la scelta di continuare con un concorso riservato piuttosto che quella proposta di utilizzare le stesse graduatorie di istituto per l’accesso ai ruoli, con la semplificazione del reclutamento”. È quanto si legge in una nota dell’Anief che aggiunge: “L’insegnamento nella scuola pubblica si riapre ufficialmente anche ai nuovi laureati che intendono iniziare a svolgere questa professione e che nel frattempo avevano inviate le MAD per essere chiamate dai presidi fuori graduatoria:
lo prevedono le modifiche approvate al testo licenziato dalle Commissioni Cultura e Lavoro (Atto Camera 2222) nella parte in cui si è decisa la riapertura della terza fascia delle graduatorie di istituto 2020/21, 2021/22, 2022/23, prevedendo come requisito d’accesso la laurea con i 24 Cfu in discipline pedagogiche e metodologie didattiche. Viene accolta, in questo modo, seppure in modo parziale la richiesta formulata dall’Anief, tra le 30 proposte di modifica, nel corso dell’audizione tenuta nel giorno dello sciopero con sit-in dinanzi Montecitorio della scorsa settimana.

Il testo del decreto sarà discusso in Aula dal 25 novembre e il 26 inizieranno le votazioni. Marcello Pacifico (Anief): l’approvazione dell’emendamento mette ordine al meccanismo delle supplenze ma non risolve il problema del reclutamento altrimenti risolvibile in maniera semplice e immediata con l’utilizzo delle stesse graduatorie di istituto esistente per l’accesso ai ruoli dello Stato”.

“Quando nel 2020 si riaprirà la terza fascia delle graduatorie di istituto – prosegue Anief- potrà essere utile per accedervi, in terza fascia, la laurea (o il diploma per le classi di concorso della tabella B del DPR 19/2016), assieme ai 24 Cfu in discipline pedagogiche e metodologie didattiche. È stato infatti approvato, scrive Orizzonte Scuola, l’emendamento sulla riapertura ai nuovi inserimenti nella terza fascia delle graduatorie di istituto ove, in base alla legge 107/2015, possono inserirsi soltanto i docenti abilitati, con conseguente inserimento nella II fascia delle stesse graduatorie”.

COSA CAMBIA
“Al prossimo aggiornamento, previsto nel corso del 2019/20 per il triennio successivo, potevano infatti inserirsi nelle succitate graduatorie soltanto i docenti abilitati. Tale disposizione è stata però ancora derogata con l’emendamento approvato al decreto scuola. Potranno, pertanto, inserirsi nella III fascia delle graduatorie di istituto, le seguenti categorie di docenti: docenti già inseriti (potranno far valutare nuovi titoli e servizi, se conseguiti o anche cambiare provincia); docenti in possesso dei titoli previsti dall’articolo 5, comma 1, lettera b), e comma 2, lettera b), del D.lgs. 59/2017. I docenti, che vorranno inserirsi nella terza fascia delle graduatorie di istituto (quindi non già inseriti), dovranno essere in possesso della laurea e 24 CFU nelle discipline antropo-psico- pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Cambia anche il sistema di affidamento delle supplenze per il quale quelle brevi e saltuarie saranno affidate alle venti scuole scelte dai candidati mentre per quelle al 31 agosto e al 30 giugno si ricorrerà a nuove graduatorie provinciali con una modifica all’attuale regolamento”.

Anief ritiene “sicuramente positivo che le graduatorie di istituto si riaprano ai laureati, come chiesto più volte dal sindacato, ma valuta negativamente il fatto che non siano utili per le immissioni in ruolo, laddove la seconda fascia può sopperire alla mancanza di candidati nelle GaE. La trasformazione in graduatorie provinciali per assegnare uno dei 200 mila posti disponibili ogni anno, poi, appare una misura logica a cui però deve seguire la possibilità di reclutare anche nei ruoli, come ribadiremo in Senato, così da non ricorrere alle Mad e agli annunci sui social, alla disperata ricerca di supplenti”. (Italpress)

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