lunedì, 15 Aprile, 2024
Società

Polizia di Stato. Servizio sanitario esemplare

La professione sanitaria è cambiata, sono diventate preminenti l’organizzazione, la capacità di fare squadra, la necessità di un continuo aggiornamento. La pandemia da SARS-CoV-2, in tal senso, ha rappresentato un formidabile strumento di tenuta del servizio sanitario, evidenziandone alcune criticità ma, al tempo stesso, anche la sua capacità di far fronte e di ripartire e questo impegno è stato premiato con la medaglia d’oro alla bandiera della Polizia di Stato.

Questi ed altri temi sono stati trattati qualche giorno fa a margine del 60° Anniversario della Fondazione del Servizio Sanitario della Polizia di Stato celebrato a Roma alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del Ministro della Salute Roberto Speranza e dell’Interno Luciana Lamorgese e del Capo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza Lamberto Giannini.

La Direzione Centrale di Sanità ha messo in campo durante il periodo della pandemia, al servizio delle persone, tutti i suoi professionisti per l’assistenza ed il contenimento dei contagi, sia nella fase antecedente alla campagna vaccinale che nel corso della sua attuazione, avvenuta in piena sinergia con il Servizio Sanitario Nazionale. La competenza tecnico-professionale degli operatori è stata particolarmente indirizzata nei confronti dei soggetti maggiormente esposti prestando attenzione ad ogni aspetto, anche attraverso il fondamentale apporto del Servizio di Psicologia che ha supportato capillarmente sul territorio quanti, anche tra gli operatori e le loro famiglie, si sono trovati coinvolti in eventi traumatici, aiutandoli a gestire e superare i momenti di difficoltà. Di sostanziale importanza in tal senso è stata la rete di “Pari” sul territorio che, con la supervisione di esperti medici e psicologi e previa specifica formazione, ha consentito a poliziotti dotati di pregressa esperienza di eventi traumatici nell’ambito della loro attività, di mettersi a disposizione nel supporto ai colleghi nei momenti di maggiore difficoltà.

Il Servizio Sanitario della Polizia di Stato, con le sue numerose articolazioni a livello centrale e periferico, è da sempre impegnato in compiti di natura assistenziale e medico-legale nei confronti degli appartenenti all’Amministrazione della Pubblica Sicurezza.

È costituito da circa 290 medici in servizio sul territorio nazionale, in tutte le province italiane, 54 psicologi, circa 250 unità di personale infermieristico, 15 fisioterapisti e personale vario di supporto sanitario; 7 uffici di coordinamento dell’attività sanitaria a competenza interregionale e dalla cabina di regìa rappresentata dalla Direzione Centrale di Sanità (DCS) del Dipartimento della P.S., in costante collegamento e collaborazione con tutti gli altri uffici di vertice dell’Amministrazione e con tutti gli altri organismi centrali.

Dal 1962 ad oggi la medicina è molto cambiata, si è settorializzata ed ha sviluppato competenze ormai ultraspecialistiche. Oggi è il servizio sanitario tutto che garantisce i diversi compiti necessari al buon funzionamento dell’Amministrazione, primo tra tutti la cura del suo capitale umano, che rappresenta la risorsa insostituibile e più preziosa per ogni organizzazione. Il singolo medico contribuisce con il suo ruolo, la sua specializzazione, le sue attitudini, la sua esperienza in un mosaico fatto da componenti diverse e complementari, composto anche da tutte le altre professioni sanitarie. Insieme, ognuno nella sua specificità, per una squadra più forte.

“Non manca l’opera del servizio sanitario della Polizia di Stato su altre tematiche generali, ha sottolineato Fabrizio Ciprani, Direttore Centrale di Sanità: la formazione del personale all’utilizzo del Taser, l’assistenza sanitaria nei voli di rimpatrio, l’introduzione di modelli di supporto psicologico per il personale dopo eventi psico-traumatici e l’assistenza sanitario ad operazioni di ordine e sicurezza pubblica e grandi manifestazioni sportive.

È assicurata la prosecuzione delle attività concorsuali, ha continuato Ciprani, che vedono impiegate le commissioni mediche per l’arruolamento e contestualmente all’attività lavorativa, non è stata trascurata l’importanza dell’aggiornamento continuo per le professioni sanitarie della Polizia di Stato; pertanto la DCS, già accreditata come provider ECM (educazione continua in medicina), realizza corsi di aggiornamento con il relativo conseguimento dei crediti ECM.”

Condividi questo articolo:
Sponsor

Articoli correlati

Covid, Lamorgese: “Evitare che il disagio sociale possa degenerare ed essere strumentalizzato”

Redazione

Immigrazione, fare melina non serve

Carmine Alboretti

Teatro: inaugurazione dell’auditorium “del Maggio” di Firenze con Mattarella

Ettore Di Bartolomeo

Lascia un commento

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:
Usando questo form, acconsenti al trattamento dei dati ivi inseriti conformemente alla Privacy Policy de La Discussione.