mercoledì, 1 Aprile, 2020
Attualità

Permessi di soggiorno, 130 milioni da restituire

Lo Stato potrebbe essere chiamato a restituire oltre 130 milioni di euro agli stranieri che, nel periodo compreso tra il 2011 e il 2016, hanno rinnovato il permesso di soggiorno per due o tre volte.
Il motivo?

Fino al 2011, infatti, si pagava solamente il costo della marca da bollo, 16 euro, in cui erano ricompresi anche la stampa del documento e la spedizione postale. Successivamente è stato introdotto un ulteriore contributo dagli 80 ai 200 euro a seconda della tipologia del titolo.

Nel 2015 la Corte di Giustizia europea ha dichiarato tale ammontare sproporzionato, poiché rendeva economicamente difficoltoso l’accesso degli stranieri al regolare iter per la permanenza in Italia. Sulla scorta di ciò il Tar Lazio e il Consiglio di Stato hanno annullato il decreto ministeriale che stabiliva gli incrementi, stabilendo che si sarebbero dovuti fissare importi non eccessivi e restituire quanto pagato in eccesso.

Finora il rimborso si è limitato a pochi casi. Ma lo scenario sta cambiando.

L’Inca Cgil Lecco ha, da poco, avviato un’azione legale per conto di una cinquantina di stranieri, affidando la loro tutela in giudizio all’avvocato Alberto Guariso del Foro di Milano, membro dell’esecutivo di Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, tra i massimi esperti del settore.

Se si dovesse aprire un filone in tutta Italia le casse dell’Erario ne risentirebbero sicuramente.

L’avvocato Alberto Guariso

Avvocato Guariso, in che modo state agendo in giudizio?
“Abbiamo esercitato l’azione civile contro le discriminazioni sulla base del fatto che il trattamento diversificato e sproporzionato relativo al pagamento della tassa sul permesso di soggiorno costituisce una ingiusta discriminazione rispetto a quanto pagano i cittadini italiani per documenti analoghi. Il Tribunale di Milano e la Corte di appello ci hanno dato ragione; solo che, dopo le prime pronunce, ci si è un po’ fermati. Molti stranieri, trattandosi di somme singolarmente non elevatissime, hanno preferito lasciar perdere. Poi, però, l’Inca Cgil Lecco ha raccolto una cinquantina di assistiti. E abbiamo ripreso la battaglia legale”.

A quanto ammonta la somma che lo Stato dovrebbe restituire?
“In base alle ultime statistiche in tutta Italia i titolari di permesso a tempo determinato sono un milione e 300mila. Tutti loro, dal 2011 al 2016, hanno avuto almeno tre aumenti e quindi lo Stato ha trattenuto indebitamente circa 150 euro a persona in media. Facendo i dovuti calcoli diciamo che sono in ballo più 160 milioni, perché bisogna considerare nel calcolo gli stranieri che hanno rinnovato il permesso di soggiorno per l’intera famiglia e quelli che, magari, hanno ottenuto più velocemente il permesso a tempo indeterminato. Siamo, comunque, in presenza di un caso clamoroso di un debito non restituito e nessuna amministrazione si sta attivando per porre rimedio a questa ingiustizia”.

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