venerdì, 1 Luglio, 2022
Società

Scuola: classi al gelo, Anief: “Dovevamo rilanciarla, non depauperarla”

Non bastavano gli alunni ammassati in piccole classi, ora c’è pure il freddo a rendere difficili le lezioni in presenza: è di queste ore la protesta degli studenti, che ha allargato il fronte comune che ha portato ieri a manifestare nelle vie di Roma e davanti al ministero dell’Istruzione per la modifica della Legge di Bilancio e non solo; come se non bastasse, in numerose città d’Italia, tra cui Genova, Milano e Napoli gli studenti non hanno potuto svolgere le lezioni normalmente a causa della temperatura troppo bassa, che in alcune scuole è scesa sotto i dieci gradi. Una circostanza complicata dall’obbligo di tenere aperte le finestre, per prevenire i contagi da Covid19 in assenza di mezzi meccanici di areazione.

“I fondi del Pnrr e della manovra di bilancio – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – dovevano servire al rilancio della scuola e all’elevazione della didattica, finalmente da attuare in ambienti più consoni e verso un minore numero di alunni. Invece, stiamo assistendo ad un depauperamento dell’offerta formativa, con organici del personale che continuano ad essere sottodimensionati, non confermati nemmeno in piena pandemia, e sedi che continuano a contenere migliaia di alunni con un solo dirigente scolastico a gestire l’impossibile carico di impegni e necessità organizzative”.

Secondo il sindacalista autonomo, “il personale si continua a non valorizzare, non prevedendo alcuna forma di carriera, e negando quell’aumento di contratto utile ad avvicinarsi ai compensi Ocse.

Servivano 4 miliardi per rinnovare il contratto e adeguare gli stipendi all’inflazione registrati negli ultimi cinque anni, invece sono arrivati 200 milioni e non per tutti. Come non c’è traccia delle indennità: di rischio biologico, di incarico, di sede. Si è puntato tutto su Green Pass e obbligo vaccinale, pure dichiarato incostituzionale in Slovenia, sospeso negli Stati Uniti e rimesso in Corte di Giustizia europea dal tribunale di Padova. E in Italia – conclude Pacifico – solo Anief ha fatto ricorso”.

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