martedì, 9 Agosto, 2022
I dialoghi de La Discussione

La rivoluzione 4.0, una via italiana

In Italia occorre lavorare all’irrobustimento del sistema, in particolare, nel contesto europeo, rispondendo positivamente con provvedimenti mirati (attivi e coordinati con le forze sociali) e valorizzando alcuni elementi potenzialmente costitutivi della Rivoluzione 4.0 se ben sorretti dalle politiche pubbliche, elementi a cui ho già fatto riferimento e che non dobbiamo dimenticare.

Sul controllo delle leve pubbliche saranno dirimenti poi alcune scelte strategiche, fra queste, certo, le politiche di spending review e di riduzione del debito pubblico, rispettando le direttive europee. Politiche che tuttavia potranno essere efficaci soltanto se strettamente connesse alla qualificazione e al rafforzamento della lotta all’evasione fiscale, e in Italia è possibile portarla a equilibri fisiologici, allineandosi alle best practices europee.

Un risultato di questa natura metterebbe il nostro Paese in una condizione di altissima competitività rispetto alle economie forti in Europa e non solo. Riguardo alla qualificazione degli apparati pubblici, si apre uno scenario di grande interesse nei prossimi anni: il 48% del personale del pubblico impiego andrà in pensione entro il 2029, di questa quota più della metà andrà in pensione nel 2024, inoltre oggi soltanto il 26% dei dipendenti dell’Amministrazione è in possesso di laurea.

È possibile rinverdire il pubblico impiego aprendo ai giovani, addirittura incrementando i posti di lavoro, sussistendo un sottodimensionamento occupazionale in questo comparto rispetto a Francia, Inghilterra e USA.

È possibile quindi qualificare e spostare, grazie all’informatizzazione sempre più massiccia degli apparati, risorse umane meno qualificate, formandole per attività sociali. A tal proposito penso ai servizi sociali, alla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale e artistico, potenziando, grazie ai giovani laureati, questi ed altri settori, penso alla ricerca scientifica pubblica e i grandi investimenti infrastrutturali, l’integrazione pubblico-privato nei settori strategici, a cominciare dall’energia, la riforma complessiva del Welfare.

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