lunedì, 29 Novembre, 2021
Manica Larga

Inflazione e vaccini divide ostacoli a una ripresa sostenibile

Quali sono le cicatrici che lascerá la pandemia? A guardare tra le righe di quello che è accaduto nei giorni e nelle settimane passate, potremmo aver assistito a un saggio di quanto potrebbe sciaguratamente verificarsi su larga scala se non si agisce in tempo e con attenzione. Il motivo? Una ripresa a due velocitá che inasprirebbe le differenze tra il mondo ricco e quello povero.

FMI: vigilare sull’inflazione

Gina Gopinath, capo economista del Fondo Monetario Internazionale, è stata molto chiara e ha esortato le banche centrali a restare all’erta. La ripresa è alle porte e di conseguenza l’inflazione è piú che un rischio.

Da cui l’invito a vigilare nel caso le pressioni sui prezzi si rivelassero piú che un fenomeno passeggero. “È qui che devi essere molto, molto vigile”, ha detto al Financial Times.

In altri termini, evitando tecnicismi da addetti ai lavori, se famiglie, imprese, lavoratori si aspettano che il rialzo dei prezzi duri nel tempo allore le banche centrali devono intervenire per evitare che quel rialzo diventi una cosa acquisita.

In altri termini, se le banche centrali riusciranno a gestire i rischi connessi all’inflazione, le economie avanzate si riprenderanno completamente dalla pandemia, tornando a navigare sulla rotta prepandemica.

Il rischio di una ripresa a due velocitá

Tuttavia, resta il punto sulle economie piú fragili, destinate a essere colpite di piú nel lungo termine. La cosa è giá perfettamente visibile. Infatti, mentre le economie sviluppate hanno visto un aumento dello 0,9% della produzione in tutti i settori al di sopra dei livelli pre-pandemia, la produzione nei paesi a basso reddito è ancora del 6,7% al di sotto dei livelli pre-pandemia.

In breve, il divario tra nord e sud del mondo è largo e destinato ad allargarsi ancora a queste condizioni. Le conseguenze possiamo immaginarle, dalla crescita dei flussi migratori fino ai problemi di approvigionamento di materie prime con i disordini sociali ad aspettare dietro l’angolo.

La soluzione: chiudere il vaccine divide

Per questo motivo il FMI si è unito all’Organizzazione Mondiale della Sanitá nel chiedere una deroga al brevetto per la produzione del vaccino per consentire alle aziende farmaceutiche nei paesi in via di sviluppo di copiarne il codice e creare un vaccino proprio.

Non costituisce infatti mistero che da un lato i paesi poveri non siano nelle condizioni di poterselo pagare da soli come pure, date le caratteristiche dei vaccini piú comuni, le produzioni devono avvenire in loco per ovviare a tutte le difficoltá di tipo logistico.

Insomma, se da un lato le banche devono aiutare la transizione verso la ripresa tenendo in piedi l’architettura che sta gradualmente emergendo nei paesi leader, dall’altro sono propio questi ultimi che devono tendere una mano a tutti quelli che sono a metá del guado in questa complessa transizione.

 

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