mercoledì, 28 Luglio, 2021
Economia

Non chiamiamoli MINIBOT

È un fatto che la Pubblica Amministrazione ha un forte debito verso le imprese per prestazioni avute ovvero per opere realizzate, ed è anche un fatto che la Pubblica Amministrazione non è in grado di pagare.

Claudio Borghi, Presidente della commissione Bilancio della Camera, propone l’emissione di MINIBOT senza scadenza e senza interessi. L’idea è rivoluzionaria. Troppo. Se invece di parlare di MINIBOT parlassimo di titoli derivanti da una cartolarizzazione degli Asset dello Stato e degli Enti locali forse potremmo anche ripensare all’argomento, vedendolo da un’altra ottica. Ma diciamo meglio: se lo Stato e gli Enti locali facessero valutare tutti i loro asset (dagli immobili ai brand dei monumenti, dei musei, ecc…) e incaricassero un società di partecipazione veicolata (SPV per gli esperti del settore) di cartolarizzare i valori stimati emettendo titoli garantiti dagli Asset stessi, una prima fase sarebbe realizzata: i titoli ci sarebbero e sarebbero garantiti da Asset reali.

Non vogliamo assolutamente rifarci alla storia della SCIP 1 e della SCIP 2 (chi lo desidera approfondisca sul percorso di cartolarizzazione iniziato da Tremonti nel 2002) ma in questa circostanza la società veicolo sarebbe una società partecipata al 100% dal Ministero del Tesoro, quindi, titoli del Tesoro.

I Titoli emessi servirebbero per pagare i debiti dello Stato e i debiti degli Enti locali, e potrebbero circolare liberamente come i Titoli Azionari di qualunque società per azioni perché gli Asset formerebbero il Capitale Sociale della SPV Mintesoro. E vuoi vedere che forse investitori esteri potrebbero essere interessati ad avere questi “titoli”, se la SPV nel suo oggetto sociale avesse ricompreso anche  “lo sfruttamento degli Asset di capitale, anziché la vendita degli stessi, e vuoi vedere che si creerebbe anche occupazione nel settore turistico?  È purtroppo nota l’incapacità italiana di non saper sfruttare il patrimonio culturale.

La maggioranza del capitale resta in mano pubblica. In sostanza gli imprenditori italiani che vantano crediti verso Stato e gli Enti locali “possono” sottoscrivere azioni della SPV Mintesoro, farle circolare liberamente e usarle per pagare sia i debiti verso lo Stato o gli Enti locali ovvero per pagare debiti diversi ad altri imprenditori che “desiderano” avere azioni dell’Asset nazionale.

Lo Stato e gli Enti locali garantirebbero comunque l’accettazione in pagamento per tasse, imposte o altri debiti accettando i titoli SPV Mintesoro. Se tutti i titoli rientrassero, lo Stato tornerebbe nella piena disponibilità degli Asset cartolarizzati. Naturalmente è l’apertura di  una “DISCUSSIONE” non la chiusura di un discorso.

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