domenica, 14 Agosto, 2022
Motori

Auto elettriche e centraline, piano bloccato. Federauto: danno per automobilisti e Pnrr

Brutta notizia per i proprietari di macchine elettriche. Il Piano nazionale di copertura per le colonnine ad alta potenza, da realizzare
nelle aree di servizio autostradali e nei centri urbani, è praticamente bloccato. Secondo Federauto, la Federazione italiana dei concessionari auto, la situazione è insostenibile sia per il
ritmo di crescita della mobilità elettrica, sia per i tempi che di allungano. Inoltre è stata disattesa la legge di bilancio che imponeva di realizzare la rete entro il 30 giugno. L’Art (l’Autorità di Regolamentazione dei Trasporti) ha fatto sapere che deciderà in otto mesi. Un ritardo contestato da Fenderauto, che tra l’altro espone a sanzioni Ue l’Italia.

I punti critici

I problemi principali per la Federazione dei concessionari sono due. Il primo è relativo al blocco del Piano di copertura che prevede 21.255 punti di ricarica di cui 7500 in autostrada e 13.755 nei centri urbani; che doveva essere realizzato entro il 30 giugno.
Il secondo punto critico, invece, riguarda la decisione dell’Art, l’Autorità di Regolamentazione dei Trasporti, che ha approvato una delibera stabilendo per fine febbraio 2022 la data ultima entro la quale pubblicare i requisiti per i bandi. Insomma tempi troppi lunghi che rischiano di mettere in crisi la mobilità elettrica.

L’ira di Federauto

“E’ singolare che il Piano nazionale di Ripresa”, osserva Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, “punti giustamente sulla diffusione delle colonnine con un impegno di fondi e che, al tempo stesso, vengano ignorati degli impegni contenuti in una legge dello Stato. La mobilità elettrica non può essere solamente uno slogan, peraltro disatteso dai fatti”. Critiche anche dal Ceo di Enel X, Francesco Venturini,“Ricariche in Autostrada? Ferme, nonostante ci sia una legge che obbligava i Concessionari a installarle entro il 30 giugno 2021. Rinnovamento in chiave green del Trasporto Pubblico? Fermo, nonostante i fondi siano in Bilancio dal 2017. Nonostante si debbano installare 10GW l’anno e l’intera economia sia sotto pressione dall’aumento del prezzo degli idrocarburi che non produciamo. Il Premier Mario Draghi parla di “immobilismo istituzionale”. Purtroppo ha ragione”.
 

I fondi previsti nel Pnrr

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede un intervento economico di rilievo per lo “Sviluppo trasporto rapido di massa”. Il Piano ha in dote un sostegno finanziario di 3,60 miliardi di euro mentre nella sua missione c’è la: “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, che complessivamente potrà contare su 23,78 miliardi di euro. In altri versi ci sono leggi e fondi da non giustificare i ritardi.
 In Italia oggi sono presenti poco meno di 12 mila punti di ricarica, uno ogni cinque vetture elettriche o plug-in in circolazione nel 2020, su un totale europeo di 250 mila punti.
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