venerdì, 3 Dicembre, 2021
Manica Larga

Clima e società, è l’ora dei fatti

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha recentemente detto che l’emergenza climatica è tanto importante quanto quella pandemica: “È vero che stiamo ancora lottando contro la pandemia, ma questa è un’emergenza di uguale entità e non dobbiamo assolutamente ridurre la nostra determinazione ad affrontare i cambiamenti climatici”.

Si tratta di una posizione in linea con quella delle Nazioni Unite secondo cui per prevenire gli impatti negativi dei cambiamenti climatici è indispensabile cambiare radicalmente il modo di essere e di funzionare delle nostre societá e delle nostre economie.

ONU: “Abbiamo un percorso verso la ripresa”

Questo assume ancora maggiore rilevanza alla luce degli effetti del Covid come, per esempio, il rischio di ritrovarsi con altre 70 milioni di persone in condizione di estrema povertá. Insomma, non c’è piú tempo da perdere, piuttosto bisogno di soldi, tipo 100 miliardi di dollari all’anno per combattere il climate change, e collaborazione senza confini per un’equa ripresa globale.

Anche perchè, ha sottolineato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, una via d’uscita c’è ed è quella segnata dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. “Basta volerlo”, dice senza giri di parole in apertura dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite pochi giorni fa. E per farlo bisogna partire dalle persone, senza le quali nessuno di quei 17 obiettivi può essere realmente raggiunto.

Nel ragionamento di Guterres, infatti, non ci può essere una rinascita collettiva sostenibile senza persone. Per questo, per esempio, sottolinea che bisogna “mettere le persone al di sopra dei profitti, anche attraverso una tassazione progressiva, e porre fine all’evasione fiscale, al riciclaggio di denaro e ai flussi finanziari illeciti”.

Ma mettere al centro le persone significa anche mettere fine alle disuguaglianze di genere: “Dobbiamo smantellare le strutture di potere che consentono alla discriminazione, alla violenza e alle difficoltà economiche di tenere a discesa metà dell’umanità. E dobbiamo assicurarci che le ragazze e le donne abbiano un posto ad ogni tavolo”.

Il cantiere italiano

Insomma, si tratta di una traiettoria larga ma con delle prioritá ben definite in cui si inserisce il Festival dello Sviluppo Sostenibile disegnato da Asvis, il forum italiano dedicato agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che ha in programma una diciassette giorni di eventi dal 28 settembre al 14 ottobre con l’obiettivo sensibilizzare i cittadini sul tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Ancora le persone al centro: “Si è capito, e sempre più si sta capendo che abbiamo solo questo mondo e dobbiamo tenercelo caro. La società civile vuole essere protagonista del proprio futuro”, ha dichiarato il Presidente di Asvis, Marcella Mallen, chiudendo di fatto il libro dei sogni per aprire, anche in Italia, un cantiere.

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