martedì, 19 Ottobre, 2021
Economia

Fisco: unificare Entrate e Riscossione

Etica e Fisco sono i temi al centro del Festival dell’Economia Civile che si svolgerà a Firenze, dal 24 al 26 settembre.

Nel frattempo, i dati trasmessi dall’Agenzia delle entrate-Riscossione alla Commissione finanze del Senato tracciano un quadro imbarazzante sul quale riflettere, anche in chiave etica.

Sono circa 8 milioni i contribuenti italiani che ogni anno si vedono recapitare cartelle di pagamento o avviso di addebito, oppure, un accertamento esecutivo. Un dato che assume valenza proprio sul piano dell’etica, se ci si sofferma a considerare che il 90% di quegli 8 milioni di cattivi contribuenti risulta già essere stato destinatario di provvedimenti di iscrizione a ruolo per debiti pregressi e relativi all’annualità precedente a quella della notifica.

Scarsa propensione o avversione degli italiani a pagare i tributi?

L’analisi dei dati dell’Agenzia delle entrate consente di rilevare, quantomeno, una scarsa propensione dei contribuenti italiani a contribuire alla spesa pubblica. Una scarsa propensione che degenera in vera e propria avversione rispetto al pagamento degli atti della riscossione. Ne scaturisce un incremento dei crediti erariali, molti dei quali finiscono nel contenitore dei crediti inesigibili, anche a causa della recidività di tali cattivi pagatori. Il 57% dei contribuenti ha già debiti pregressi per importi che superano la soglia dei 50 mila euro e risultano in stato di insolvenza o di fallimento dell’attività se non, addirittura, deceduti.

La riforma della riscossione contro i debitori seriali

Numeri inquietanti che riguardano una percentuale di italiani che si colloca nella categoria dei cosiddetti debitori seriali. Secondo i più esperti fiscalisti, si tratta di circostanze da cui emerge quanto sia urgente la riforma del fisco e che mettono in risalto l’urgenza di una riforma del sistema della riscossione.

Il credito erariale arriva a raggiungere cifre a dir poco significative: 80 miliardi all’anno è l’ammontare del debito che gli italiano accumulano verso l’Erario.

A parere di alcuni dei membri della Commissione finanze del Senato la riforma della riscossione dovrebbe inserire un meccanismo di maggiore rigidità rivolto proprio a quei debitori seriali, in virtù del quale la procedura per il recupero dovrà risultare più rapida ed efficace.

Del resto che la riforma della riscossione sia una delle priorità a cui l’Italia deve dare esito risulta anche dal confronto con quanto si registra nei Paesi partner europei, rispetto ai quali, l’Italia presenta le maggiori difficoltà di recupero.

Una delle soluzioni applicabili, quindi, sembra essere quella di unificare le competenze Entrate e Riscossione in un unico ente che possa contare su maggiori poteri di recupero.

Per parte nostra, siamo convinti che l’annunciata riforma del sistema fiscale debba poggiare su una rivoluzione in chiave etica del rapporto tra Fisco e contribuente.   

 

* Giuseppe Miceli, Curatore editoriale e Autore de Atlante dell’Antiriciclaggio, Gruppo Maggioli edizione 2020

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