mercoledì, 20 Ottobre, 2021
Lavoro

Rdc. Non si potranno più rifiutare lavori stagionali inferiori a tre mesi

Reddito di cittadinanza, così non va, pronti alcuni correttivi per dare occasioni di lavoro a chi è interessato ad una occupazione. La modifica arriva sull’onda della carenza di lavoratori stagionali e l’esigenza di riformare il Rdc. Due questioni che hanno indotto il ministero del Lavoro a trovare una soluzione per dare un’attuazione più aderente allo spirito del Reddito di cittadinanza, ossia promuovere con più concretezza le politiche attive del lavoro tramite un nuovo obbligo per mantenere l’assegno.
RIFIUTO PIÙ DIFFICILE 
Finora la possibilità di respingere offerte di lavoro inferiori ai tre mesi senza perdere il sussidio, avrebbe dato a molti beneficiari la possibilità di rifiutare una occupazione. Per questo il Ministero del lavoro prevede in una bozza la possibilità che riduce ad un mese il tetto entro il quale si può rinunciare. Così si possono dare più chances a quelle imprese che possono offrire lavori di arco di impegno ridotto, come le occupazioni stagionali e turistiche.
 
OTTENERE UN LAVORO

Secondo i dati che vengono resi noti dalle associazioni di categoria la richiesta di manodopera è pressante per l’agricoltura. Ad esempio Coldiretti parla di una stima di oltre 50 mila mila addetti per la vendemmia; per Federalberghi ne servono altrettanti, mentre nella ristorazione mancano all’appello quasi 150mila lavoratori, secondo una stima della Confcommercio.

LA RIFORMA 

Secondo l’agenzia nazionale per le politiche del lavoro Anpal a beneficiare del Reddito di cittadinanza sono circa 1,2 milioni di famiglie, nelle quali 1,1 milioni di componenti sarebbero abili al lavoro. Di questi in 400mila hanno sottoscritto il patto con i centri per l’impiego.

Il Piano di riforma del ministro del lavoro Andrea Orlando è rendere più flessibile i tempi di contratto per far modo che chi ha il reddito possa accettare un impiego per continuare a ricevere il sussidio. Sarebbero così tutelati i lavoratori e le imprese. I primi accedendo ad un posto i secondi ad avere una manodopera per le attività.
CHI HA I BENEFICI

Dai dati dell’Agenzia nazionale per le Politiche Attive per il Lavoro, il 72% dei soggetti che ricevono il sostengo hanno un titolo di studio fermo alla scuola media, mentre soltanto il 2,7% dei beneficiari possiede un diploma di laurea.

Il comitato scientifico creato dal ministero per la valutazione del Reddito di cittadinanza e presieduto dalla sociologa Chiara Saraceno, ha previsto inoltre altre modifiche alla misura, tra le quali le più sostanziali sarebbero la riformulazione dei parametri che determinano l’importo da assegnare ai beneficiari, per fare in modo di ridurre lo svantaggio attuale tra l’assegno percepito dalle famiglie rispetto ai single, e l’eliminazione dell’obbligo di residenza in Italia da almeno 10 anni.
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