lunedì, 6 Dicembre, 2021
Società

Macroregione Mediterranea, popoli e culture millenarie oltre l’interazione

Le modalità con cui culture diverse e diversi popoli vengono in contatto si influenzano o si mescolano sono profondamente legate al grado di sviluppo psicologico e sociale del tempo, al grado di civiltà in quel momento raggiunto.

CULTURE MILLENARIE
Nel Mediterraneo vivono culture millenarie e la necessità di trovare risposte adeguate alle crisi sociali ed economiche in corso richiede un ragionamento sovranazionale. Appare evidente che le strette interconnessioni tra le questioni sociali, quelle climatiche, i diritti umani, la scarsità delle risorse energetiche fossili, le migrazioni, la sicurezza implicano problemi che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone e sulle annose “questioni territoriali” inerenti alle diverse forme dello sviluppo. Per tali motivazioni, parlare di integrazione nel Mediterraneo non è cosa semplice.

La Macroregione affronta le questioni comuni a più territori con approccio integrato. Oggi, essa rappresenta l’unico organismo che riesce  a coordinare i programmi di sviluppo e a utilizzare in maniera complessiva strategica le risorse disponibili. In tal modo, la strategia macroregionale dialoga con genti diverse e restituisce un quadro generale dell’area coinvolta più pertinente alle politiche di coesione, favorendo la cooperazione intersettoriale. Dunque, nata per conciliare equilibri territoriali e politici, nella Macroregione i territori interessati da comuni problematiche si impegnano e si accordano ad affrontarle in maniera congiunta ed integrata. E in tema la Macroregione segna la differenza. Finora, in ambito sovranazionale, si è assistito prevalentemente a rapporti di interazione, ossia relazioni tra diversi che mantengono inalterate le differenze. L’integrazione è, invece, un processo complesso, che conduce a un incontro profondo, dal quale si produce un sistema nuovo, che è qualcosa di più e di distinto della semplice somma delle parti. Integrazione significa l’insieme dei processi sociali e culturali che rendono l’individuo membro di una società. La Macroregione appare, per tali caratteristiche, un’istituzione aperta e trasparente che, innescando meccanismi di coinvolgimento dei cittadini e dei diversi attori della società civile mediterranea, realizza nelle politiche pubbliche la piena integrazione dei valori e delle società mediterranee. Questo organismo opera nella consapevolezza della necessità di interdipendenza tra i vari “organi” del corpo sociale, i quali, curando ognuno la riproduzione della vita collettiva, comprendono la necessità reciproca della conservazione dell’organismo rappresentato dalla società.


REGOLAZIONE INTEGRATA DELLA VITA SOCIALE
Tale consapevolezza si esplica nel riconoscimento della necessità di una regolazione della vita sociale sempre più integrata. Ciò anche per effetto delle nuove tecnologie e delle politiche economiche e finanziarie globali il cui riverbero nella legislazione, nella cultura, etc. esige una disciplina generalmente accettata riguardante i rapporti tra individui e tra gruppi in ciascun ambito specifico e dai quali derivano i programmi e le azioni macroregionali.

Grazie alla governance multilivello la collaborazione è assicurata. Grazie alle azioni di partenariato i soggetti già operano nelle diverse regioni. Di fatto, nella Macroregione Mediterranea le politiche regionali europee riconducono direttamente alla cooperazione territoriale europea caratterizzata dalla massima flessibilità e una significativa partecipazione dei settori privati e non profit. La flessibilità è un altro punto di forza della Macroregione che ne segna la differenza, ad esempio, dai GECT. Il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale, introdotti con Regolamento al fine di dotare la cooperazione di un quadro giuridico di riferimento stabile atto a superare le difficoltà date da più legislazioni e procedure nazionali differenti, si sono arenati, tra le altre cause, proprio per essere stati introdotti con strumenti normativi rigidi. Fermo restando che diversi sono stati i fattori che ne hanno impedito la diffusione, ai fini del presente ragionamento, si rileva che l’ostacolo maggiore è stato rappresentato proprio dalla rigidità insita nella disciplina di introduzione.

Di contro, la flessibilità alla base della Macroregione, nell’area mediterranea, rappresenta l’elemento principe di una forma innovativa di cooperazione molto spinta verso il rafforzamento dei processi democratici e l’accelerazione del percorso di integrazione europea. L’obiettivo principale è agevolare l’integrazione e concretizzare il principio della cittadinanza europea. Di fatto, non avendo un’univoca struttura organizzativa la Macroregione Mediterranea può assumere una pluralità di forme giuridiche superando molti problemi applicativi e attuativi di tipo giuridico. Insomma, sembra proprio che l’idea di una cooperazione multisettoriale e multilivello – dove una pluralità di attori collabora intorno agli obiettivi individuati, integrando programmi e risorse, in una situazione di leale collaborazione al di fuori di vincoli stringenti che potrebbero ostacolare le loro azioni – sia vincente e innovativa per l’area mediterranea.

Cfr. con P. Healey, Urban complexity and spatial strategies: towards a relational planning for our times, UK, Taylor e Francis, 2007.

Cfr. con https://www.montagneinrete.it/uploads/tx_gorillary/berionni–1-la-strategia-macroregionale-come-nuova-forma-di_1485445928.pdf

https://www.lucianorispoli.it/luciano-rispoli-lintegrazione-delle-culture-rigidita-mobilita/

 

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