mercoledì, 20 20 Novembre19
Editoriale Esteri

Gli Stati Uniti davvero vogliono abbandonare il loro ruolo di garante della democrazia e della pace nel mondo?

I prezzi del petrolio sono aumentati vertiginosamente lunedì dopo un attacco di droni alle strutture petrolifere dell’Arabia Saudita nel fine settimana. Gli attacchi hanno colpito più della metà delle esportazioni giornaliere dell’Arabia Saudita, il che equivale a circa il 5% della produzione mondiale di greggio. Gli esperti ritengono che potrebbero essere necessarie settimane affinché il regno ripristini la piena produzione.

I ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato la responsabilità dell’attacco, eppure il segretario di Stato americano Mike Pompeo dà la colpa all’Iran, cosa che i funzionari iraniani negano. Il presidente Donald Trump ha twittato domenica “conosciamo il colpevole”…

Attacchi sempre più aggressivi come questo, secondo gli esperti indicano una generale mancanza di leadership internazionale da parte degli Stati Uniti, sia da parte dell’Amministrazione che del Congresso, sicuramente un fattore che contribuisce alla crescente ondata di violenza e incertezza che stiamo osservando in tutto il mondo.

All’ex direttore della CIA John McLaughlin, analista politico dei servizi segreti, è stato chiesto se ritiene che la mancanza di una leadership globale da parte degli Stati Uniti sul palcoscenico mondiale stia incoraggiando gli avversari statunitensi e se una mancanza di azione possa rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. The Cipher Brief gli ha anche chiesto se fosse stato chiamato a consegnare un brief cosa avrebbe detto al Presidente oggi.

McLaughlin: Non c’è dubbio che la leadership degli Stati Uniti nel mondo sia diminuita negli ultimi tre anni. All’attuale amministrazione piace dire che hanno ripristinato l’autorità e il rispetto del mondo per gli Stati Uniti., in realtà non saprei dire da dove gli venga tale convinzione perché non è così che sembra quando parli con persone all’estero. C’è una sorta di senso che il mondo sia fuori controllo. Ora, non è possibile per nessuna amministrazione negli Stati Uniti o alcun presidente dirigere gli affari mondiali o controllarli. Possiamo guardare ogni presidente e vedere casi in cui le cose sembrano sfuggire al controllo. Ma in ogni amministrazione precedente c’è stato almeno un persistente tentativo americano di guidare gli eventi all’estero in un modo che probabilmente potrebbe portare a un risultato produttivo.

Questo, oggi non è semplicemente più possibile, e qui penso sia la chiave dell’interpretazione degli eventi. Ormai ci siamo allontanati dai tempi in cui gli Stati Uniti avevano un potere così schiacciante e coinvolgente che qualunque passo facessero venivano seguiti senza alcuna obiezione.

Oggi devi stringere alleanze e raggiungere una congiunzione di opinioni tra poteri “forti” in un momento in cui l’ordine globale, come è, viene sfidato da un numero sempre maggiore di giocatori.

La Russia e la Cina sono di solito menzionate in modo più evidente, ma in realtà il tipo di comportamento che stiamo osservando dal governo brasiliano sotto il loro nuovo presidente, il tipo di ambizioni che chiaramente Kim Jong ha sulla penisola coreana, il tipo di malizia che L’Iran sta causando nel Golfo e il fatto che in Israele vi sia una crescente tensione tra palestinesi e israeliani piuttosto che un processo che sposta tale relazione in una direzione più costruttiva e produttiva. Di fronte ad una situazione politica internazionale sempre più complicata, gli Stati Uniti da soli non possono fare molto, ma se conducessero un gioco di squadra più articolato con i partners alleati, sicuramente avrebbero un’influenza maggiore

Questa Amministrazione ha bisogno di stringere quelle alleanze in modo da esercitare un maggiore potere, poiché proprio il complesso sistema di coalizioni che possiamo costruire rappresentano i moltiplicatori di forza, in un mondo in cui il nostro potere sta diminuendo. Siamo ancora il singolo paese più potente del mondo e c’è molto poco che si possa fare senza gli Stati Uniti coinvolti, ma è anche chiaro che c’è molto poco che gli Stati Uniti possano fare senza che altri siano dalla nostra parte.

Per guidare devi avere un insieme di valori fondamentali in cui credi e che puoi trasmettere agli altri.  Penso che la gente sia confusa sui nostri valori. Cosa rappresentiamo? Se mostriamo cordialità ai dittatori e a dei leaders che abusano dei diritti umani di altri e, in alcuni casi, se stiamo sostenendo tutto ciò mentre contemporaneamente ci allontaniamo o parliamo in modo critico su coloro che storicamente e tradizionalmente hanno condiviso i nostri valori, penso che lasciamo il mondo confuso riguardo alla nostra leadership.

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