martedì, 18 Gennaio, 2022
Ambiente

Europa Verde denuncia il Governo: ritardi e fondi inadeguati

All’indomani dell’allarme rosso dell’Onu sui terribili danni provocati dall’uomo sull’ambiente, causa dei cambiamenti climatici, si comincia a ragionare sulle responsabilità politiche.
 Sul banco degli imputati c’è soprattutto la Cina, la maggiore produttrice di inquinamento atmosferico, ma anche in casa nostra c’è chi punta il dito verso le istituzioni. “Stiamo per inviare alla Procura della Repubblica di Roma una denuncia/esposto nei confronti del Governo – annunciano, in una nota, i due co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli ed Eleonora Evi – per le sue responsabilità in materia climatica e per chiedere di correggere i fallimenti e l’inerzia nel contrasto al cambiamento climatico e nella tutela dei diritti fondamentali”.
L’ITALIA INVESTIRÀ MENO DEGLI ALTRI PAESI EUROPEI
A far reagire duramente il partito ambientalista è il terribile ritardo con cui si sta affrontando una emergenza che rischia di essere irreversibile se non si interviene subito e in maniera massiccia, con investimenti degni di nota, soprattutto nella direzione della de-carbonizzazione globale. “Secondo il report di Green Recovery Tracker sull’Italia, la spesa effettiva sul clima prevista nel PNRR presentato da Mario Draghi lo scorso 27 aprile raggiunge solo il 16% delle risorse messe a disposizione dall’UE – spiegano i due co-portavoce – una percentuale lontana anni luce dal 37% indicato come target vincolante. Peraltro, il report sottolinea come le misure di risanamento dell’Italia siano le più ridotte in termini di potenziale di transizione verde tra tutti i piani presi in esame dal report. Per fare una comparazione con altri Paesi europei, come la Francia e la Germania, su un totale di fondi rispettivamente assegnati di 41 e 27,8, la prima assegnerà il 50% del budget alla transizione ecologica e la seconda il 40%”.
RIDOTTI GLI INVESTIMENTI SULLE RINNOVABILI

Non solo. Il piano italiano, denunciano i Verdi, prevede, al 2030, una riduzione delle emissioni di CO2 del 51%, mentre la legge sul clima approvata dall’Europa, già molto cauta, si prefigge l’obiettivo del 55%. “C’è una riduzione degli investimenti sulle energie rinnovabili, con la previsione, al 2026, di soli 4,2GW, una potenza installata sufficiente per coprire meno di un anno di crescita per il raggiungimento dei target europei da qui al 2030. Servirebbero 5-6 GW all’anno fino al 2030”.

IL TRASPORTO PUBBLICO PIÙ CARENTE D’EUROPA

Bonelli ed Evi tornano, poi, ad accendere un riflettore sulle criticità del trasporto pubblico, unica alternativa all’inquinamento delle città: “Sono previsti 240 km di nuova rete attrezzata suddivisa in 11 km di metropolitane, 120 km di filobus, 85 km di tram e 15 km di funivie. Questi interventi, che saranno distribuiti nelle maggiori città italiane, sono sufficienti solo per una città come Roma. Non possiamo dimenticare che l’Italia dispone solo di 5,3 km di rete tramviaria per milione di abitanti a fronte degli 11,7 Km della Francia e dei 23,3 km della Germania. Nel nostro Paese, abbiamo 234 km di linee metropolitane quando la sola città di Madrid ne ha 290 e la Germania 630. Il ritardo infrastrutturale dell’Italia nel trasporto pubblico rispetto all’Europa è pesante e incide fortemente anche sulla vivibilità delle nostre città, sull’economia e sulla salute. Secondo l’ultimo report dell’Agenzia europea per l’ambiente in Italia lo smog provoca oltre 84 mila decessi l’anno, un’emergenza sanitaria dimenticata”.

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