giovedì, 28 Ottobre, 2021
Attualità

Rete EducAzione: “La scuola va fatta in presenza. I ritardi vanno superati” 

Un appello in favore della scuola, del ritorno in presenza, corale e per certi versi provocatorio. “Un Paese benestante e ignorante è destinato al declino. La pandemia ha solo peggiorato una situazione già compromessa”, è quanto scrive il coordinamento della “Rete EducAzioni” di cui fa parte, tra gli altri, il Forum Disuguaglianze Diversità, le Scuole senza zaino, Saltamuri e Asvis, in un appello al Governo e al ministro dell’istruzione.

 

BASTA SCUOLA A DISTANZA 

“Le perdite di apprendimento e socialità hanno toccato tutti, ma la DaD ha amplificato le disuguaglianze”, scrive la Rete, “nella disponibilità di dispositivi, nella adeguatezza delle abitazioni, nelle capacità di sostegno da parte dei genitori, nella qualità e disponibilità di relazioni. Ha anche troppo spesso riprodotto tutti i vizi della didattica trasmissiva”. 

 

NECESSARIO AGIRE

La Rete con toni polemici ricorda gli errori fatti e che oggi vanno evitati. “Ripercorrere i passi già compiuti sarebbe oggi irresponsabile”, sottolineano le Associazioni, “per chi ha il dovere di ridare un futuro a questo paese. Non possiamo solo sperare, per altro vanamente, che i dati del contagio non crescano. È responsabilità della politica Agire oggi sapendo che a settembre saremo in mezzo ad una nuova ondata e garantire da subito le condizioni per la scuola in presenza”. 

 

NON SOLO VACCINI

Vaccinare è necessario, scrive la “Rete EducAzioni” ma non è sufficiente, tantomeno la panacea per tutti i problemi che vanno affrontati per garantire la scuola in presenza.

“La scuola in presenza è l’Opzione zero”, sottolinea il raggruppamento di associazioni, 

“Non ci sono alternative efficaci alla scuola in presenza. Questa deve essere sempre la prima opzione ed è  necessario un impegno categorico di tutti gli attori per attuare le misure per garantirla, evitando nuovamente il facile ricorso ad alternative inadeguate”.

 

TROPPI RITARDI

Il coordinamento si scaglia contro tutto ciò che a suo giudizio non è stato fatto e da cui si ricava un’agenda puntuale di impegni, azioni ed opportunità. 

“Non è stato affrontato in modo sistemico il problema dei trasporti”, sottolinea la Rete EducAzione, “Non si è pianificato il rapporto con le Asl, per il tracciamento. Non si sono cercati gli spazi, pubblici e privati, per moltiplicare le aule e mettere in sicurezza i ragazzi ed il personale. Non si è ridotto il numero di alunni per classe.

 

NON SI E’ ADEGUATO L’ORGANICO

Non si è fatto alcun passo avanti per contrastare le disuguaglianze nelle possibilità di fruire efficacemente della DaD, derivanti da condizioni socio-economiche familiari o da condizioni di disabilità”. 

 

CRITICHE A MINISTRO E GOVERNO

Il Ministro dell’Istruzione e il governo, sollecita il Coordinamento, devono mettere in atto tutti i processi necessari per garantire a partire da settembre e per tutto l’anno scolastico una scuola in presenza di “qualità e sicura, che consenta a tutte le studentesse e gli studenti le opportunità di apprendimento e crescita che spettano loro di diritto”.

“Restano 50 giorni che ci separano dal nuovo anno scolastico. Ci sono 8 settimane, ogni settimana un passo avanti”. 

 

MONITORARE LA SCUOLA

Il Ministro ha assicurato il suo impegno nel superare le difficoltà con azioni straordinarie. “Noi ci impegniamo a un monitoraggio puntuale”, propone la Rete EducAzione che sollecita di avviare “subito una riflessione sistematica sulla scuola, il suo funzionamento, i suoi obiettivi, le sue strutture”, conclude il documento del Coordinamento, “soprattutto nelle aree territoriali oggi più deprivate e in generale nei contesti dove si sono riscontrate maggiori sofferenze”.

 

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