Il mercato del gioco illegale continua a rappresentare una minaccia significativa per l’economia e la legalità in Italia. È quanto emerge dallo studio realizzato da Luiss e Prisma, presentato a Roma durante l’incontro ‘Misurare l’invisibile. Il mercato del gioco non regolato in Italia’. Secondo la ricerca, nel 2024 la raccolta complessiva del settore del gioco ha raggiunto i 187,2 miliardi di euro, ma ben 29,8 miliardi sono finiti fuori dal circuito regolamentato, alimentando il mercato sommerso. Nonostante l’Italia registri un tasso di canalizzazione del 92% della spesa effettiva nel gioco legale, tra i più elevati a livello internazionale, la quota residua sottratta ai controlli continua a generare effetti rilevanti sul piano economico e sociale. Il fenomeno, pari al 16% del totale della raccolta, determina un danno erariale stimato in circa 1,4 miliardi di euro l’anno.
Dallo studio emerge che oltre l’85% del volume illegale è riconducibile a piattaforme digitali offshore, tra cui siti non autorizzati, crypto-casinò e sistemi basati su bot Telegram, che operano al di fuori delle norme fiscali, delle regole antiriciclaggio e delle tutele previste per i consumatori.
Gli effetti
I ricercatori evidenziano come il gioco illegale produca effetti su più livelli: espone gli utenti a un’offerta priva di garanzie, sottrae risorse alle casse pubbliche e alimenta circuiti che possono intrecciarsi con fenomeni di criminalità organizzata e riciclaggio. Parallelamente, indebolisce la competitività degli operatori autorizzati, che devono rispettare vincoli normativi, obblighi di compliance e sistemi di controllo. Nel corso del confronto è stato sottolineato che il sistema concessorio italiano rappresenta uno strumento essenziale per garantire legalità, trasparenza e tutela dei giocatori. Secondo i partecipanti, il contrasto all’illegalità richiede un’azione coordinata tra istituzioni, autorità di controllo e forze investigative, oltre a un costante aggiornamento degli strumenti normativi e tecnologici.





