martedì, 25 Gennaio, 2022
Parlami d'Ecologia

Bonelli: “Basta all’inquinamento marino”

“Gli eco sistemi marini sono la vita. Infrazioni da evitare e leggi da cambiare”.

Difendere i mari significa tutelare gli eco sistemi e la vita. Ogni sforzo deve essere fatto per ridurre inquinamenti, per evitare che il mare perda le sue caratteristiche biologiche mettendo a rischio flora e fauna marina. La visione di Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi non è solo ecologica, ma politica, nel senso di realizzare iniziative, progetti e leggi che il Parlamento italiano e l’Unione europea devono saper decidere ed approvare. Bonelli cita il “Caso Italia”, troppe infrazioni e multe da Bruxelles, un danno per una Penisola che fa del mare una fonte di ricchezza inestimabile. Per Bonelli è necessaria ed urgente una svolta. I cittadini, e le nuove generazioni sono pronte a cambiare modello di sviluppo. Ora serve solo che la politica prenda atto di questa nuova diffusa sensibilità.

Onorevole Angelo Bonelli, Lei come coordinatore nazionale dei Verdi ha riproposto l’impegno di tutela dei mari, della biodiversità marina. Perché è così importante oggi tutelate i mari?
Perché sono un’ecosistema importante e strategico che regola la vita e il clima  su tutto il nostro pianeta. I mari sono fonte di cibo, producono ossigeno, come ho già detto regolano il clima, e custodiscono una ricca biodiversità  e molti ricercatori scientifici stimano che molte specie marine, c’è chi scrive circa il 90, ancora non sono state scoperte. Il 97% dell’acqua presente sul pianeta è concentrata nei mari e questo ci fa capire quanto siano preziosi i nostri mari.

Quali le possibilità che la scienza, i Verdi e le istituzioni, possano mettere in campo iniziative che creino le basi di una svolta in favore del Mediterraneo, che risulta per biodiversità e inquinamento in un momento molto delicato. Abbiamo necessità di salvare il nostro mare. Come?
Il Mediterraneo è un mare importante il cui equilibrio è messo a rischio dalle attività incontrollate e irresponsabili dell’uomo: acque di scarico non depurate, pesticidi, le trivelle alla ricerca del petrolio e la quantità incredibili di plastica che sono state e continuano ad essere gettate nei mari aggredendo la sopravvivenza di molte specie marine. Fermare le trivellazioni che sono causa d’inquinamento dei mari e dell’aria puntando su politiche energetiche pulite come il sole e il vento, vietare la plastica tranne nei settori essenziali per la cura delle persone come la sanità.
L’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia europea al pagamento di una sanzione di 80 mila euro al giorno per aver violato le direttive sulla depurazione delle acque, in sintesi le acque reflue sono riversate a mare. Questo accade ancora in molte regioni come ad esempio la Sicilia, la Calabria. Noi Verdi siamo impegnati ad indicare al nostro governo gli atti di governo necessari per salvare il mare seguendo anche quello che la scienza indica.

Cosa impedisce di mettere in atto in Italia politiche di controllo severe di inquinamento dei nostri mari?
Questo è il vero problema. L’Italia ha il record di procedure d’infrazione in Europa per violazione delle direttive europee in materia ambientale. In Italia si spendono per i controlli ambientali 13 euro ad abitante e per dare un’idea della irresponsabile noncuranza, per le spese per armamento spendiamo 416 euro ad abitante. Abbiamo il personale del sistema nazionale di protezione ambientale che è stato decimato ed è drammaticamente sottorganico e questo provoca una riduzione dei controlli sulla qualità dell’aria, del suolo e delle nostre acque dolci e salate con le conseguenze che possiamo immaginare. Nel Pnrr di Draghi non c’è nulla sui controlli ambientali e nessuna assunzione per potenziare i controlli al contrario c’è una semplificazione imponente sulle procedure d’impatto ambientale: sono molto preoccupato.

Il problema dei mari, come lei ha ricordato è planetario. Gli oceani sono fonte di vita, per ogni latitudine e civiltà. Cosa possono fare i Verdi italiani e quelli Europei, per convincere le superpotenze a considerare gli oceani un bene primario per tutti?
Lavorare prima di tutto informando i cittadini dell’importanza della battaglia contro i cambiamenti climatici, una battaglia che non mi stancherò mai di dirlo ha una dimensione etica perché riguarda il futuro delle generazioni che verranno quella dei nostri figli e nipoti. I governi devono ascoltare la scienza che ci dice che dobbiamo intervenire subito per cambiare modelli economici e produttivi non inquinando, investendo nella modernizzazione tecnologica verso le energie pulite, per un’agricoltura biologica libera da veleni che garantisca sicurezza alimentare, approvando una legge che fermi il consumo di suolo che è un bene prezioso. Fermare l’aumento di temperatura entro 1,5 gradi C° è una grande scommessa ma allo stato attuale il governo italiano non va nella direzione auspicata per raggiungere gli obiettivi sul clima a partire dalla difesa del mare.

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