giovedì, 5 Agosto, 2021
Emozioni dal Cielo

Il cielo di Giugno

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Ultima Superluna del 2021; Arturo la stella splendente, Venere danza con la Luna.
In Giugno parliamo di estate boreale, di notti brevi, di albe luminose e dell’ ultima Superluna del 2021. Splendono le stelle che si ammirano nel firmamento. L’ aria si fa calda, piacevole e gli spazi aperti rendono possibile la magia dell’ osservazione astronomica. Si è in relazione con l’ universo.
Si rinnova il rito dell’estate, della bella stagione. Il riflesso caldo di un sole nella sua massima altezza rispetto al nostro emisfero. Nelle notti terse spuntano  una ad una le stelle più luminose; ed ecco primeggiare Arturo un astro importante!
Da ogni stella, parte la ricerca del nome…. la sua  storia, il  suo mito.
Quanto fascino c è, e quanto mistero attorno ad una stella. Forse per questo da sempre passione degli intellettuali.
Grazie alle Carte del Cielo disegnate in esclusiva per “la Discussione” dal prof. Gianluca Masi, Astrofisico di caratura mondiale, potrete apprezzare il cielo di Giugno e le sue costellazioni. Inoltre stampandole, potrete decidere di incorniciarle ed iniziare  così la vostra osservazione.
 Uno scenario che si dipana sull’infinito e sulla terra che unisce informazione a romanticismo.
 
Eccoci arrivati al mese di giugno, simbolo astronomico dell’estate boreale. Il 21, infatti, quasi esattamente al suo sorgere, il Sole raggiungerà nel cielo la posizione più settentrionale da quando aveva iniziato, lo scorso dicembre, la sua lenta arrampicata attraverso lo zodiaco. Di conseguenza, quel giorno il Sole raggiungerà la massima altezza sull’orizzonte di noi abitanti dell’emisfero boreale, trascorrendovi al di sopra il massimo numero di ore. Ciò dà astronomicamente inizio alla stagione estiva.
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Per converso, questo è il mese delle notti più brevi dell’anno, risultando in tal senso il meno favorevole all’amante delle stelle. La bella stagione, almeno, dovrebbe regalarci frequentemente cieli limpidi e sereni.

Dovremo attendere all’incirca le 22:30 dei nostri orologi per avere un cielo sufficientemente buio, alla fine del crepuscolo serale. A quell’ora, alziamo lo sguardo verso il centro del firmamento: troveremo ad attenderci un astro dalla luce fulgidissima, la luminosa Arturo.
Quarta stella in ordine di splendore, la più brillante a nord dell’equatore celeste, l’inconfondibile Arturo svela anche allo sguardo più distratto la sua evidente tinta aranciata: è uno di quegli astri che permettono di scoprire i colori che adornano il cielo notturno. Il suo nome, di origine greca, si riferisce ad un “orso”, alludendo chiaramente alla vicina Orsa Maggiore, di cui Arturo sarebbe in effetti il Guardiano. Il Grande Carro è ben visibile a nord-ovest della stella, cui conduce proprio il timore ricurvo del celebre asterismo.
Il Guardiano dell’Orsa domina la costellazione di Bootes, il bovaro. Mitologicamente, vengono proposte diverse identificazioni con questa costellazione: Filomelo, figlio di Iasone e Demetra; Arcade, figlio di Zeus e Callisto; Icario, maestro nella coltivazione della vite e nella produzione del vino.
Arturo è un astro davvero importante. Si tratta di una gigante rossa, quasi 200 volte più luminosa del Sole, 25 volte più grande in diametro e distante 37 anni luce da noi. Tra le stelle visibili dalle nostre latitudini, è la seconda più luminosa, superata solo da Sirio. In assoluto, come scrivevamo, si colloca al quarto posto, scavalcata anche da Canopus e Alfa Centauri, entrambe troppo australi per l’Italia, dunque a noi invisibili. Ogni otto secoli, Arturo si muove nel cielo di mezzo grado, la dimensione angolare della Luna piena: un valore notevole, dovuto sia alla sua relativa vicinanza che alle oggettive caratteristiche del suo moto nello spazio. Una curiosità: nel 1933 la luce di Arturo, raccolta da un telescopio, attivò tramite una fotocellula l’illuminazione dell’esposizione universale di Chicago.
Le altre stelle di Bootes tracciano come un vago aquilone e, seppur non vistose (con l’eccezione di Arturo, naturalmente), si riesce ad osservarle anche dalla città, poiché transitano così in alto nel cielo che possono affrancarsi quanto basta dall’inquinamento luminoso. Chi possiede un buon telescopio può ammirare la stella Izar, la Epsilon Bootis: una raffinata stella doppia, non facilissima, notevole per il contrasto cromatico delle due componenti, una rossastra e l’altra bianca.
Appena a oriente del Guardiano dell’Orsa si osserva una costellazione relativamente piccola, eppure tra le più antiche: la Corona Boreale. Il suo nome deriva, chiaramente, dalla disposizione delle stelle che compongono questa figura celeste, che ricorda un vero e proprio diadema. La sua stella più brillante è Alphecca, la Gemma. La costellazione celebra la corona che Dioniso donò per le nozze ad Arianna, figlia di Minosse.
Da oriente salgono Ercole, Ofiuco e Scorpione: di loro ci occuperemo il prossimo mese, ma possiamo intanto salutarli.
Quanto ai pianeti, nostri vicini cosmici, possiamo ammirare Venere e Marte dopo il tramonto, a occidente, mentre Saturno e Giove sorgono a sud-est dopo la mezzanotte. Il 12 giugno Venere sarà in compagnia della Luna, che brillerà come una falce sottile poco più a est. Se disponete di un binocolo, il 23 giugno puntatelo su Marte: lo scorgerete prospetticamente tra le stelle del celebre ammasso del Presepe, nella fioca costellazione del Cancro.
Riguardo alla Luna, essa sarà all’ultimo quarto il giorno 2 giugno, nuova il 10, al primo quarto il 18 giugno e piena il 24. Essa sarà l’ultima Superluna del 2021: la fase piena si verificherà nuovamente mentre il nostro satellite sarà prossimo al punto della propria orbita più vicino alla Terra, il perigeo. Per questo motivo la Luna apparirà un po’ più grande e luminosa del solito, anche se nessuno se ne accorgerà. Il 10 giugno, invece, ci sarà un’eclissi anulare di Sole, marginalmente visibile dall’Italia settentrionale come parziale, ma solo adoperando strumenti sicuri e certificati per l’osservazione del Sole.
Buona passeggiata tra le stelle.
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