mercoledì, 20 Ottobre, 2021
Economia

Decreti Draghi. Confederazioni del commercio: la svolta c’è

Un aiuto importante alle imprese della ristorazione e dei pubblici esercizi in vista della piena ripresa dell’attività. Giudizio positivo quello della Federazione italiana dei pubblici esercizi, aderente a Confcommercio, che – dopo molte osservazioni critiche e dubbi – torna a vedere meno nubi e un po’ di sereno.

Per la Fipe aiuti e semplificazioni consentiranno agli imprenditori di coprire una quota dei ricavi perduti nel corso degli ultimi quattordici mesi in una forbice che va dal 17 al 26%. “Un ristorante che nel 2019 ha fatturato 443mila euro e l’anno successivo 309mila, ovvero il 30,2% in meno calcolato su base mensile, riceverà un contributo di 5.600 euro che si andrà ad aggiungere ai 29mila dei precedenti ristori per una copertura delle perdite del 25,7%. Ma se la soglia della perdita mensile del 30 % non dovesse essere raggiunta anche se per poco, i 5.600 euro sfumerebbero e pertanto i ristori complessivi scenderebbero da 34mila a 23mila euro, il 17,6% del totale fatturato perso”, scrive il Centro studi che fa anche un altro calcolo. “Un bar che nel 2019 ha fatturato 286mila euro e l’anno successivo 200mila, riceverà da quest’ultimo decreto 3.600 euro che porteranno i ristori complessivi a poco più di 22mila euro, pari al 25,8% delle perdite. Anche in questo caso, se le perdite calcolate su base mensile dovessero essere di poco inferiori al 30%, i ristori complessivi si ridurrebbero di 7mila euro circa arrivando a coprire solo il 17,7% delle perdite complessive”. Insomma cifre per attutire la crisi, ma sono pur sempre un aiuto significativo.

Passi avanti significativi
”Con questo decreto il governo ha recepito diverse nostre richieste degli ultimi mesi”, sottolinea il direttore generale di Fipe, Roberto Calugi, “e di questo prendiamo positivamente atto. In particolare sono da apprezzare il riconoscimento del credito di imposta sui canoni di locazione che, come sanno bene i nostri imprenditori”. Più cauta la Confcommercio. “Registriamo passi avanti, ma il terziario di mercato è ancora in emergenza”,

Commenta, Enrico Postacchini, membro di Giunta di Confcommercio, “pur apprezzando un rafforzamento e un ampliamento degli interventi sui contributi a fondo perduto, rimangono rigidità sui parametri di accesso in termini di perdite di fatturato e di tetto massimo dei ricavi“. La Confederazione valuta favorevolmente “l’attenzione al credito d’imposta per i canoni”, ma presenta il problema dei costi della Tari la tassa comunale sui rifiuti, che secondo la Confederazione va ridotta, così come, “c’è bisogno di più ampie moratorie fiscali”. In materia di credito, poi, “ci sono soluzioni da rivedere. La proroga della moratoria sui prestiti bancari sino a fine anno riguarda infatti solo la quota capitale e il prolungamento della durata dei finanziamenti garantiti è accompagnato dalla riduzione della copertura della garanzia pubblica”. Per Confartigianato “le imprese italiane hanno subito una perdita di ricavi di quasi 400 miliardi, nell’ultimo anno sono ‘scomparsi’ dal mercato del lavoro 345mila occupati indipendenti e il 34,5% delle micro e piccole imprese avrà gravi problemi di liquidità almeno fino all’estate”. La ripresa non è ancora certa. Il primo banco di prova saranno le cartelle esattoriali. Il blocco dei pagamenti degli atti sospesi finirà a fine giugno, poi si avrà un mese di tempo, dal 2 agosto scatteranno scatteranno le penali. Allora si saprà in quanti hanno pagato e quanti chiederanno un ulteriore proroga.

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