venerdì, 6 Dicembre, 2019
Attualità Editoriale

Nuovo esecutivo e vecchie emergenze occupazionali

Il Governo Conte bis avrà un compito non più rinviabile, risolvere nell’immediato i circa 160 tavoli di crisi aziendale aperti presso il Ministero dello Sviluppo Economico. La crisi di governo ha temporaneamente sospeso le trattative sul caso ex Ilva, Alitalia, Almaviva, Whirlpool e ex Mercatone Uno.

Rimane sospeso ancora oggi il “decreto imprese” approvato “salvo intese” dall’ex esecutivo il 06 Agosto a causa della crisi di governo lanciata dall’ex Ministro Salvini che non si è preoccupato di tutte le problematiche relative alle imprese italiane e ai 20mila lavoratori del polo siderurgico ex Ilva infatti, nel citato decreto si prevedeva il ritorno parziale dello scudo penale per l’ex Ilva con un meccanismo di tutele legali a scadenza vincolate al rispetto del piano ambientale, per evitare che il gruppo ArcelorMittal chiuda lo stabilimento di Taranto.

Anche la posizione Alitalia è stata abbandonata alle sue sorti, la cordata guidata dal Ferrovie dello Stato dovrà entro il 15 Settembre presentare il progetto di rilancio della società aerea.

Chi guiderà il dicastero dello Sviluppo economico dovrà sicuramente mettere mani al tema della politica industriale italiana. Attualmente il calo delle commesse collegato alla crisi, la competizione di nuovi concorrenti mondiali e gli alti livelli dei costi dell’energia sono gli elementi che hanno scatenato una forte crisi dell’industria italiana, pertanto è auspicabile che il nuovo governo “giallo-rosso” nello scrivere la manovra di bilancio ponga molta attenzione nel trovare finanziamenti per incentivare la reindustrializzazione del sistema Italia.

L’ex ministro Di Maio aveva avviato delle trattative al fine di cercare anche nuovi players stranieri interessati ad investire in Italia ma, diventa difficile per una società straniera investire in un Paese dove non c’è una stabilità governativa e non ci sono forme di detassazione e decontribuzione.

Ora tocca al Premier Conte dare una scossa al Paese Italia per stimolare il nostro sistema economico e al nuovo Ministro dello Sviluppo Economico che dovrà in tempi brevi dare risposte certe alle migliaia di lavoratori lasciati a casa senza lavoro e con gli ammortizzatori sociali, che sono in attesa di conoscere le proprie sorti.

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