mercoledì, 1 Dicembre, 2021
Società

L’intelligence è donna e diplomatica Elisabetta Belloni alla guida dei servizi segreti

Prima donna al vertice dell’intelligence, dopo essere stata la prima donna a capo della diplomazia italiana. Di primati nella sua vita professionale Elisabetta Belloni ne ha collezionati tanti. Ma lo ha fatto sempre sottovoce, con uno stile  ed un’eleganza che vanno oltre la misura che ci si aspetta da chi ha la diplomazia nel sangue

La sua vita è da sempre dedicata  alle istituzioni. Quando era capo dell’Unità di crisi della Farnesina erano più le notti che passava  dentro il grande palazzo del Ministero degli Esteri che quelle che trascorreva a casa sua. 24 ore su 24 sempre pronta  ad assistere gli italiani sparsi nel mondo e in difficoltà. Con la sua dedizione al lavoro e la capacità di fare squadra fece il miracolo di trasformare l’Unità di crisi in un modello esemplare anche per altri Paesi europei che inviavano le loro delegazioni a Roma per capire da Elisabetta Belloni, come potesse funzionare un servizio così complesso .

I casi affrontati , gestiti  e risolti da Belloni in quei 4 anni di fuoco fecero conoscere a tutti la sua statura di leader, la capacità organizzativa, l’efficienza e, soprattutto la  sua “visione strategica” dei problemi.

UNA SVOLTA POSSIBILE

Per questo la sua nomina  capo del  DIS accende una grande speranza: che ci sia una ventata nuova nella nostra intelligence e non solo per  un fattore di genere ma soprattutto di sostanza.

Elisabetta Belloni è ambasciatore, ha lavorato con organizzazioni internazionali e conosce bene tutti i gangli della nostra diplomazia. Condizioni eccellenti per poter dare ai nostri servizi di sicurezza una visione più ampia dei loro compiti. In un Paese che cambia governi con frequenza elevata occorre una stabilità amministrativa solida e ben funzionante. Nel settore dell’intelligence questa continuità istituzionale è ancor più importante.

I nostri servizi sono di qualità, hanno svolto  e svolgono egregiamente il loro ruolo in tanti scacchieri delicati del mondo. Ma non sono utilizzati come elementi cruciali di una politica estera degna della settima potenza mondiale. E questo avviene perché  la nostra intelligence attende sempre segnali di indirizzo dalla politica, che spesso non vengono.

Invece l’intelligence dovrebbe muoversi con una relativa autonomia, lavorando sempre intensamente anche quando la politica è distratta o incapace di comprendere i problemi. L’Italia ha bisogno di riprendere un ruolo strategico di primo piano nello scacchiere mondiale e senza il supporto e gli stimoli dell’intelligence questo non potrà avvenire.

SUPPORTO INDISPENSABILE PER LA POLITICA INTERNAZIONALE

Le sfide sono enormi. Dobbiamo tornare ad essere i veri protagonisti nel Mediterraneo, riprenderci lo spazio che ci è stato tolto da altri, contrastare le mire espansionistiche di Cina, Russia e perfino della Turchia, farci rispettare da chi pensa di poterci trattare con inciviltà e brutalità. Con la presidenza Biden l’Italia può tornare ad essere  la punta di diamante di una politica euro-atlantica coraggiosa . Le scelte spettano alla politica, inastabile. Ma i servizi di intelligence devono lavorare per   offrire alla politica informazioni e stimoli per poter operare le scelte giuste nell’interesse della Repubblica. Con Elisabetta Belloni molto può cambiare.

 

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