giovedì, 6 Maggio, 2021
Lavoro

Formazione e impresa donna. Nel Piano Draghi 18 miliardi per inclusione e occupazione

Il futuro del lavoro, del ruolo dei giovani e delle donne nel loro proiettarsi nel mondo occupazionale e imprenditorie, è racchiuso nella missione 5 delPiano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Progetti a cui il Piano Draghi riserva una dote finanziaria notevole, complessivamente 19,81 miliardi di euro. Di questi, 6,66 miliardi di euro sono per le politiche attive per i lavoro.
Un corposo capitolo è dedicato alla “inclusione e coesione” in cui si investe nelle infrastrutture sociali, in quelle delle politiche attive del lavoro e, fatto innovativo, si investe nel “sistema duale e l’imprenditoria femminile”. I progetti presentati dal premier Draghi che hanno avuto il via libera dal Parlamento hanno uno
spettro molto ampio di iniziative finanziabili. Ad esempio ci saranno fondi per il sistema di protezione di fragilità sociale ed economica, un sostegno per le famiglie e per la genitorialità. Così come saranno
sviluppate le Zone Economiche Speciali e ci sarà una lStrategia nazionale delle aree interne. Progetti che dovranno favorire l’occupazione partendo dai territori e dai giovani.
Tra i fondi stanziati dal Governo, 6,66 miliardi di euro sono per le politiche attive per i lavoro.

Le risorse serviranno a potenziare il mercato del lavoro, la formazione professionale a rimodellare con maggiori ruoli la presenza femminile nel lavoro e nelle imprese. Una parte importante dei fondi sarà utilizzata a sostenere l’occupabilità di lavoratori in transizione e disoccupati, con il “Programma Nazionale per la Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL)”. Iniziativa innovativa sarà affidata ad un sistema di formazione professionale in Italia, attraverso l’adozione del “Piano Nazionale Nuove Competenze”. Un percorso che comprenderà nuovi Centri per l’Impiego che avranno a disposizione l’obiettivo di fornire servizi di politica attiva, anche finalizzati alla riqualificazione professionale.

Nel Piano Draghi c’è una attenzione particolare alla creazione di imprese femminili e l’introduzione della certificazione della parità di genere. L’obiettivo della Missione è “realizzare la piena emancipazione economica e sociale della donna”, si sottolinea nel documento, “nel mercato del lavoro, prevedendo una sistematizzazione e ristrutturazione degli attuali strumenti di sostegno, con una visione più aderente ai fabbisogni delle donne”. La linea strategica è quella di integrare gli investimenti di carattere finanziario e di servizi di supporto per la promozione dell'”imprenditorialità femminile”.

Le imprese, inoltre, dovranno lasciare più spazi di partecipazione alle donne tanto che nel Piano è prevista, “L’introduzione di un sistema nazionale di certificazione della parità di genere mira ad affiancare le imprese nella riduzione dei divari nella crescita professionale delle donne e alla trasparenza salariale”. Le politiche del lavoro si uniranno a quelle della realizzazione di infrastrutture e di allargamento alle nuove generazioni di offerte di impiego. La Missione 5, infatti punterà a “favorire il matching (ossia il raccordo tra ragazzi diplomati e le imprese) tra il sistema di istruzione e formazione e il mercato del lavoro”, ci sarà il rafforzamento del “Sistema Duale” e dell’istituto dell’apprendistato. Infine è indicato il potenziamento del “Servizio Civile Universale” per i giovani tra i 18 e i 28 anni.

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