mercoledì, 22 Settembre, 2021
Emozioni dal Cielo

Le stelle del mese di maggio

Maggio 2021, Clicca Qui per scaricare

Maggio, il mese Mariano delle rose e delle stelle. Con il sole pallido di primavera, sboccia l’ intera natura; inizia la seduzione dei colori floreali e le api ancora danzanti , aprono lo spettacolo del cielo notturno di Maggio. Chi desidera osservare astri, costellazioni e pianeti, ne avrà una grande emozione confermata anche dalla visione di una fantastica “Superluna”. Uno “spettacolo mozzafiato” che presentiamo con l’astrofisico Gianluca Masi.

Nel mese delle rose le temperature serali sono ormai così confortevoli che non abbiamo attenuanti: impossibile sottrarsi al richiamo del cielo e della sua contemplazione. Del resto, ci attendono astri e costellazioni di straordinaria bellezza ed importanza, con pianeti e Luna che contribuiscono ad allestire uno spettacolo mozzafiato.

Andremo alla ricerca di due protagonisti dello Zodiaco tra i più noti e vistosi, in attesa della Luna piena di fine mese, che sarà la più vicina dell’anno, dunque un po’ più grande e luminosa del solito. Una cosiddetta “Superluna”.

Intorno alle ore 22:00, leviamo alto lo sguardo verso le stelle amiche del Grande Carro e dell’Orsa Maggiore, che abbiamo conosciuto il mese scorso: saranno loro a presentarci le costellazioni che esploreremo nel corso di questa nuova passeggiata celeste, il Leone e la Vergine.

Il Leone è riconoscibile anche dalla città e per trovarlo ci saranno d’aiuto le stelle Dubhe e Merak, le più brillanti del Grande Carro. Lo scorso mese il loro allineamento ci aveva condotti fino alla Stella Polare, stavolta lo percorreremo in senso inverso, in direzione sud, giungendo proprio nella plaga celeste dove ruggisce il grande felino del cielo. La costellazione del Leone ricorda molto bene una sfinge vista di profilo: particolarmente appariscente è la parte anteriore, una falce di stelle rivolta verso occidente.

La mitologia greca scorge in questa figura il leggendario leone di Nemea che Eracle, l’Ercole romano, affrontò nel corso delle sue Dodici Fatiche. Ovidio, invece, racconta nelle “Metamorfosi” dello sfortunato amore tra Piramo e Tisbe, che si conclude con la morte dei due amanti.

L’Orsa Maggiore e il Leone e la Vergine, clicca Qui per scaricare

Il manico della falce di cui dicevamo è rappresentato dalla stella Regolo, il “Piccolo Re”, la più brillante della costellazione. Quel nome lo dobbiamo a Copernico, che lo propose in luogo di Rex, Re, di Tolomeo. I romani la chiamavano anche Cor Leonis, Cuore del Leone. Essa era una delle quattro, importanti Stelle Regali identificate dai Persiani (assieme ad Aldebaran, Antares e Fomalhaut). Regolo si trova vicinissima alla linea dell’eclittica, il percorso apparente dell’astro del giorno attraverso lo Zodiaco, dovuto alla nostra orbita attorno al Sole: una pista dove ci concentrano anche gli andirivieni dei Pianeti, con cui Regolo si trova perciò frequentemente in congiunzione, oltre che con la Luna.

Tra le altre stelle, meritano di essere ricordate Denebola, nome arabo che descrive il ruolo di coda di quest’astro, e Algieba, nella criniera del Leone.

Muovendoci ora verso oriente, scendendo dolcemente con lo sguardo, entreremo nel vasto territorio celeste della Vergine, la seconda costellazione in assoluto per estensione. Ad accoglierci troveremo la sua stella più brillante, Spica, la spiga di grano che la fanciulla tiene nella mano. Quella stella, col suo nome e la figura della Vergine rappresentano un chiaro legame con la loro visibilità durante la stagione del raccolto.

Numerosissimi sono i riferimenti mitologici alla costellazione: Ishtar per i Caldei, Iside per gli Egizi, Demetra e Persefone per i Greci e, quindi, Cerere e Proserpina per i Romani, quest’ultima consorte del dio degli Inferi, Plutone.

Spica spicca vistosamente, con la sua luce bianco-azzurra, in una regione relativamente priva di stelle appariscenti ed è di agile identificazione anche dalle aree urbane. A occidente brilla, più debole, Porrima mentre la più settentrionale tra le stelle principali della Vergine è Vindemiatrix, la “Vendemmiatrice”, poiché i Romani la vedevano sorgere all’alba al tempo della vendemmia.

Passando ai pianeti, segnaliamo che Venere, finalmente, inizia a farsi intravedere subito dopo il tramonto, staccandosi sempre più dal bagliore del Sole. Intorno alla metà del mese, avremo la possibilità di osservare l’elusivo Mercurio, dopo il tramonto: il 13 maggio sarà poco più di due gradi a nord di una sottile falce di Luna, utile per rintracciarlo. Anche Marte sarà visibile dopo il tramonto ad ovest, mentre Saturno e Giove delizieranno gli insonni, ancora confinati nella seconda parte della notte.

Quanto alla Luna, essa sarà all’ultimo quarto il giorno 3 maggio, nuova l’11, al primo quarto il 19 maggio e piena il 26. Varrà la pena ammirare proprio quest’ultima Luna piena, che si verificherà mentre il nostro satellite sarà prossimo al punto della propria orbita più vicino alla Terra, il perigeo. Per questo motivo la Luna apparirà un po’ più grande e luminosa del solito, circostanza che viene ormai definita popolarmente “Superluna”: sarà la Luna piena più grande dell’anno, anche se sarà difficile accorgersene. Quella notta ci sarà anche un’eclissi totale di Luna, purtroppo del tutto invisibile dall’Italia.

Buona passeggiata tra le stelle!

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