mercoledì, 22 Settembre, 2021
Economia

Maino (Iccrea): “Prorogare le moratorie”

“Si ritiene di interesse strategico per il settore, prevedere ulteriori misure legislative di proroga delle moratorie attualmente in essere che tuttavia dovrebbero essere fatte rientrare – come avvenuto sino al 2020 – nel regime di tolleranza previsto dal Regolatore Europeo (EBA), onde consentire alle Banche di beneficiare ulteriormente della c.d. flessibilità sulle misure di forbearance”. È quanto emerge dalla relazione di Giuseppe Maino, presidente Iccrea, e Mauro Pastore, direttore generale Iccrea in audizione presso la Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. “Ulteriori interventi legislativi fuori del regime di tolleranza EBA (come avvenuto nella recente proroga delle sospensioni pubbliche ex decreto “Cura Italia”), non porterebbero a benefici sostanziali, ma potrebbero avere anche effetti distorsivi, considerato anche l’automatismo del rinnovo di tali misure sinora previsto”.

“Parimenti impattante – aggiungono – è stata l’entrata in vigore definitiva ad inizio 2021 delle nuove regole europee legate alla Nuova Definizione di Default (cd New DOD) che prevedono, fra le altre novità introdotte, la necessità di verificare per le posizioni oggetto di misure di concessione in favore di debitori in difficoltà finanziaria, la verifica dei flussi finanziari attualizzati ante e post applicazione delle misure, con l’obbligo di classificazione a deteriorato nel caso in cui tale differenziale (cd delta NPV) a sfavore della Banca concedente superi l’1% (cd normativa avente per oggetto la ridotta obbligazione finanziaria ROF)”.

“Considerato il persistente scenario pandemico in corso e la presenza di interi settori in obiettiva difficoltà (evidentemente non dipendente da cause “interne” delle controparti) sarebbe auspicabile – proseguono – una sospensione di tale previsione normativa o quantomeno un aumento significativo del limite dell’1% sopra indicato allo scopo di non trasformare in posizioni deteriorate controparti con difficoltà legate esclusivamente allo scenario pandemico, con tutte le conseguenze negative legate a tale classificazione; nel merito della cessione dei portagli NPL preme evidenziare che un sostegno alle iniziative di de risking potrebbe essere rappresentato dal rinnovo delle previsioni contenute nel Decreto Cura Italia all’art. 55 con ciò estendendo, anche per l’esercizio 2021, per le società che perfezionano una cessione di crediti non performing a titolo oneroso entro tale anno, la possibilità di trasformare in crediti di imposta le deferred tax asset (DTA) derivanti da perdite fiscali ed “Quanto, infine, al previsto rinnovo dello Schema di Garanzia dello Stato (GACS) preme evidenziare l’opportunità di includere nelle operazioni di cartolarizzazione anche gli UTP”, concludono eccedenze ACE”.

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