martedì, 30 Novembre, 2021
Società

Una firma che fa la differenza. I progetti della chiesa cattolica con i proventi dell’8xmille

La firma apposta sulla casella dell’8xmille è una libera scelta, attraverso la quale si decide se destinare una percentuale della quota totale IRPEF o allo Stato, per scopi umanitari e sociali, o a confessioni religiose, per scopi religiosi e caritativi. Non comporta nessun costo aggiuntivo, ma è un piccolo gesto che può fare la differenza. Se non si firma, la quota del gettito Irpef sarà comunque destinata e ripartita in proporzione alle preferenze di chi ha firmato. Si rinuncia, cioè, alla possibilità di scegliere chi sostenere.

 

DESTINATARI

Destinatari dell’8xmille possono essere: lo Stato, la Chiesa Cattolica, l’Unione italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno, le Assemblee di Dio in Italia, la Chiesa Evangelica Valdese, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale, la Chiesa apostolica in Italia, l’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, l’Unione Buddhista Italiana, l’Unione Induista Italiana, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG).

 

I PROGETTI DELLA CHIESA CATTOLICA

Nella speranza di fornire strumenti utili alla scelta, continuiamo il nostro viaggio tra i progetti finanziati con l’8xmille esplorando quelli finanziati dalla Chiesa Cattolica. Sono migliaia, in aree di intervento che spaziano in tutti i bisogni sociali, sia su tutto il territorio nazionale sia nel resto del mondo. Ne abbiamo selezionati solo alcuni tra quelli italiani per dare il senso della varietà delle risposte alle diverse esigenze dei territori:

  • TREVISO – Casa “Respiro” (accoglienza per persone con difficoltà psicologica)
    A Treviso, le persone con disagio psicologico si curano tra sorrisi e laboratori creativi. Un progetto di cohousing sociale per giovani e adulti in difficoltà psicologica o con lieve disagio mentale, che hanno bisogno di staccarsi per un breve periodo dalla famiglia. Offre stimoli per riprendere in mano la propria vita partendo dal lavoro, dalla formazione, dalla socialità. C’è anche un orto sinergico. Al suo interno, tanti i laboratori attivi: dalla ceramica al cucito, dalla cucina alla falegnameria, fino alle varie espressioni artistiche e creative. Un vivaio di attività finalizzate alla socializzazione e all’autofinanziamento. In tutte le iniziative si coinvolgono quanto più possibile le famiglie e le scuole del territorio, per sensibilizzarle sul tema della salute mentale.
  • PIACENZA – Officina delle 4S (scuola di italiano e delle arti)
    A Piacenza, c’è una scuola dove si insegna che la dignità delle persone non ha passaporti. Ex officina per automezzi, oggi è un centro polivalente di promozione di stili di vita improntati alla tutela ambientale, recupero dell’usato, solidarietà e sostenibilità.
Vengono accolti gruppi di giovani e scolaresche per attività educative, con spazi dedicati alla convivialità, nello spirito del recupero di relazioni solidali. Sono organizzati anche laboratori di riparazione di piccolo mobilio, sartoria, e altre iniziative improntate al recupero di capacità lavorative, competenze produttive e relazioni sociali.
  • BOLOGNA – Voce del verbo accogliere (reinserimento sociale ex-detenuti)
    A Bologna c’è una casa che dà luce a speranza a chi ha vissuto per anni nel buio di una cella, presso la sede dei padri dehoniani. Si offre accoglienza a persone che possono usufruire di misure alternative al carcere, favorendone il reinserimento nella società.
  • FERRARA – Casa Betania (accoglienza per donne e minori)
    A Ferrara, una casa dove le donne in difficoltà e i loro bambini vengono accolti nell’antico chiostro della Chiesa di Santa Maria in Vado. È un centro di accoglienza femminile di secondo livello per donne e minori richiedenti asilo e ragazze madri sole con i loro bambini. Oltre all’accoglienza abitativa, vengono forniti beni di prima necessità, assistenza sanitaria, legale e psicologica.
  • RIMINI – Emporio solidale
    A Rimini, un grande progetto per fronteggiare le povertà, vecchie e nuove. È il primo mercato solidale della provincia di Rimini: un supermercato dove le persone in temporanea difficoltà economica possono fare la spesa gratuitamente, attraverso una tessera punti, scegliendo tra i prodotti esposti. Qui le famiglie in difficoltà trovano anche uno spazio dedicato all’ascolto che le orienta ai servizi attivi sul territorio. L’Emporio di Rimini è un supermercato dove poter scegliere i prodotti tra gli scaffali, conservando la propria dignità. Non solo supporto economico, dunque, ma un aiuto psicologico. L’Emporio è anche un punto di incontro tra persone che per un periodo di tempo si trovano nelle stesse condizioni e ha una zona dove far giocare i bambini. I beneficiari della tessera punti possono essere a loro volta coinvolti in attività di volontariato, in modo da poter “restituire” il proprio tempo in attività all’interno della struttura o nelle associazioni attive del territorio.
  • ROMA – Piccolo Mondo (asilo nido multietnico)
    A Roma, c’è un asilo dove i bambini di tutto il mondo imparano a giocare e a crescere insieme.Una risposta concreta ai bisogni delle madri lavoratrici. Il nido accoglie bambini tra gli 0-36 mesi, e ha come obiettivo quello di favorire il loro sviluppo, coniugando l’azione educativa sui minori con interventi di sostegno all’intero nucleo familiare.
  • AMATRICE – Emergenza Terremoto
    Gaetano e le famiglie di Amatrice, dopo il terremoto, hanno trovato un aiuto per ricominciare. È stato organizzato per loro coordinamento degli interventi post terremoto della Chiesa italiana nella diocesi di Rieti e nelle altre 6 dell’area del cratere. Dai centri polivalenti ai moduli abitativi, dalla colletta nazionale dei fedeli italiani ai generatori di energia, fino ai piani di sostengo all’economia locale.
  • ISERNIA – Tutti in campo (orti solidali e avviamento al lavoro)
    A Isernia, la Caritas diocesana recupera terreni abbandonati e incolti, con particolare attenzione alla coltivazione degli uliveti, ridando una speranza a persone in difficoltà. Le attività coinvolgono disoccupati, immigrati, detenuti, famiglie indigenti e mirano a dare lavoro e dignità alle persone che ne hanno bisogno, promuovendo anche l’integrazione e l’accoglienza. Il progetto punta alla valorizzazione degli uliveti locali e delle attività produttive ad essi collegate, attraverso lezioni frontali e pratiche sul campo da parte di personale esperto e operatori specializzati. L’obiettivo è quello di ridare speranza alle famiglie locali che, apprendendo tecniche professionali di lavorazione degli uliveti, possono da questi ultimi trarne un beneficio. L’obiettivo perseguito è duplice: garantire un futuro lavorativo e valorizzare il territorio, purtroppo spesso abbandonato.
  • CATANZARO – Alma Mater (casa accoglienza per i malati e le loro famiglie)
    Catanzaro, la Casa accoglie pazienti che devono sottoporsi a cure ospedaliere accompagnati dalle loro famiglie, che non hanno la possibilità economica di sostenere spese di viaggio e di pernottamento lontano da casa, spesso anche per periodi piuttosto lunghi. Sono attivi servizi di ascolto e supporto logistico e psicologico, assistenza ospedaliera diurna e notturna, trasporto in ospedale. In particolare, grazie al supporto di una psicologa, si aiutano i degenti e le loro famiglie a fronteggiare una malattia che spesso non è semplice da accettare.
  • CATANIA – C.A.S.A. (Centro Accoglienza notturna Sant’Antonio)
    Ad Aci Sant’Antonio, in provincia di Catania, c’è una casa per chi una casa non ce l’ha. Si tratta di una struttura di accoglienza per uomini e donne senza fissa dimora, offre un totale di 16 posti letto, con un pasto serale, oltre che il servizio docce, lavanderia e guardaroba. È attivo anche un servizio di consegna pasti caldi a domicilio per persone ammalate o che hanno difficoltà a spostarsi. Gli ospiti del dormitorio, che hanno perso il lavoro, la famiglia o che hanno un vissuto familiare molto duro, sono tutte persone che hanno purtroppo perso, prima di tutto, la fiducia in se stessi. Nella Casa, attraverso il dialogo e lo sviluppo di relazioni fraterne, si dà un aiuto a riprendere in mano la propria vita e a ricominciare.
  • AGRIGENTO – Restauro della cattedrale di San Gerlando
    Ad Agrigento, il restauro del Duomo porta nuova vita in una intera comunità. Si tratta di del consolidamento e restauro delle murature portanti del Duomo di San Gerlando, che rischiava di scivolare a valle a causa del dissesto idrogeologico del colle sul quale sorge. È stato realizzato un intervento di contenimento con catene in acciaio e tiranti, bloccate nelle fondamenta e sulla sommità. Inoltre, 4 contrafforti sono stati sostituiti con catene per alleggerire il peso della struttura sul terreno. Il duomo dedicato al Santo patrono di Agrigento, opera d’arte di immenso valore, è stato finalmente restituito alla comunità in tutto il suo splendore, con tutto il patrimonio in essa custodito: oltre mille anni di storia della città, dalla dominazione araba, ai normanni, ai giorni nostri.
  • MODICA – Crisci Ranni (cantiere educativo per l’infanzia disagiata)
    Modica, in provincia di Ragusa, si insegna a 150 tra bambini e ragazzi a giocare e crescere insieme. Si aiutano i ragazzi fare i compiti, a imparare regole attraverso lo sport, a sperimentare la creatività, nel segno dell’integrazione e del rispetto reciproco nella comunità. D’estate viene organizzato un grande centro estivo frequentato da centinaia di giovani. In inverno, Crisci Ranni è un doposcuola dove si aiutano i bambini a studiare, ma è anche un posto dove poter giocare insieme. I bambini che frequentano le attività di Crisci Ranni provengono principalmente da un quartiere del centro storico di Modica a forte rischio di disagio giovanile e con una forte presenza di famiglie in difficoltà. Una delle cose più belle che si sperimenta qui è lo stare insieme nonostante le differenze, scoprendo nuove culture e nuove tradizioni. Il centro educativo sorge in luoghi che fino a qualche anno fa versavano in uno stato di totale abbandono e che ora sono stati bonificati e restituiti alla città. Iniziativa portata avanti nel nome di Don Pino Puglisi che, attraverso giochi e laboratori, cercava di allontanare i bambini poveri che vivevano in strada dal vortice della mafia.
  • SERRAMANNA – Fattoria San Michele (comunità terapeutica)
    A Serramanna, In località Pimpisu in provincia di Sud Sardegna, attraverso il lavoro e la vita in comune, uomini e ragazzi con problemi di dipendenza si avviano verso un nuovo cammino. Grazie al sostegno dei fondi dell’8xmille, la Fattoria San Michele prevede un percorso di riabilitazione attraverso l’agricoltura e l’allevamento.

 

Sponsor

Articoli correlati

95.329 case vendute all’asta. Famiglie in debito frenate dal “Cura Italia”

Giampiero Catone

Il modello “Vot’Antonio” della comunicazione politica

Giuseppe Mazzei

Coronavirus, Ministero della Salute “Lieve diminuzione dell’incidenza, gli interventi hanno avuto effetti positivi”

Giulia Catone

Lascia un commento