venerdì, 25 Giugno, 2021
Società

Quella “crocetta” che non costa niente ma aiuta i più deboli

Don Marco Pagniello, Caritas Italia, ci racconta cosa è stato fatto con i fondi raccolti dalla CEI.

L’8xmille in dichiarazione dei redditi è una semplice crocetta ma può aiutare tanti a soffrire di meno e
anche a salvare la vita dei più deboli Qualche volta ce ne dimentichiamo, per distrazione nostra o del
commercialista, eppure non ci costa nulla. Un piccolo gesto che ha il potere di compiere miracoli e poco
importa a chi lo si destina: finanzia progetti che aiutano tante persone in Italia e all’estero. E mai come in
questo tempo di pandemia quei fondi sono stati fondamentali. “Un gesto che può aiutare a ricucire quel
profondo strappo che ha lacerato il mondo per il Covid”, sono le parole del responsabile delle Politiche
Sociali della Caritas Italia, don Marco Pagniello, che ci ha raccontato cosa l’8xmille ha permesso di fare.

In che modo i fondi dell’8xmille vi hanno aiutato nell’emergenza?
Nel 2020 la Cei ha destinato, a noi Caritas Italia, un fondo straordinario di 10 milioni di euro per lo più
provenienti dall’8xmille e da donazioni. Con questi soldi abbiamo innanzitutto incrementato il numero dei
pasti nelle mense e, quando è stato permesso solo l’asporto, abbiamo dovuto provvedere finanziariamente
ad adeguare le strutture e organizzato la logistica per la distribuzione a domicilio per chi non poteva uscire
di casa. Poi abbiamo dovuto aumentare i posti di letto per i senza tetto, data la diminuzione delle
disponibilità nelle strutture di accoglienza esistenti a causa dei distanziamenti. Ma a noi le persone si sono
rivolte anche per pagare l’affitto di casa e le utenze, per non parlare dei costi derivanti dalla Dad, la
didattica a distanza. Non tutti hanno un pc in casa o una connessione wi-fi.

Da quale altro indicatore vi siete accorti del dramma che si stava verificando?
Dagli scaffali degli empori solidali: abbiamo dovuto approvvigionarli più spesso e con più cose.

Altre azioni messe in campo?
È stato importante anche concentrarsi sulla formazione di nuovi volontari. Non pensiamo solo alla cura
degli anziani e delle persone sole. C’era una enorme richiesta di aiuto per accedere alle misure di
sostegno, al reddito di emergenza per esempio, perché molti assistenti sociali sono stati costretti a
lavorare in smartworking. Noi, con 218 presidi nelle diocesi Caritas, rappresentiamo la rete di prossimità
più presente per chi è in difficoltà in tutta Italia.

Nel 2021 prevedete anche altri interventi speciali finanziati con l’8xmille?
Si, li stiamo mettendo a punto proprio in questi giorni e seguiranno quattro linee di intervento. La prima
sarà dedicata alle start up di giovani che includano altri giovani. Uscirà a breve un bando sul nostro sito per
finanziare i progetti che creino maggiore inclusione sociale e offriremo anche un servizio di tutoraggio. La
seconda sarà interamente dedicata alle donne, quelle che stanno maggiormente pagando il prezzo della
pandemia, in termini di impegno familiare, stress, rinunce e perdita di lavoro. La terza sosterrà progetti
regionali sui temi del riuso e del riciclo, sulla strada indicata dall’enciclica Laudato Si’. Infine, la quarta
premierà chi si è inventato nuovi modi di aiutare il prossimo nella pandemia.

Se dovesse lanciare un appello alle istituzioni cosa direbbe?
Di velocizzare tutto, dai vaccini ai sostegni. Ma ancora più importante è che si mettano in campo nuove
politiche attive del lavoro di là dall’assistenzialismo. In questo Paese quello che manca è la visione di
insieme, mettere a sistema le risorse che ci sono e farle funzionare.

Un appello invece a chi fra pochi mesi farà la dichiarazione dei redditi?
Ricordatevi che quella crocetta vuol dire fare la propria parte, aiutare chi aiuta, a chi da risposte concrete
di inclusione e fratellanza, senza lasciare indietro nessuno.

In questi giorni Draghi ha citato i dati del vostro monitoraggio sulla povertà 2020, un bel riconoscimento
della serietà del vostro impegno…
Questo fatto indubbiamente ci incoraggia a continuare il nostro lavoro di lettura della realtà, perché i nostri
dati sono raccolti sul campo, tra le persone vere, quelle che hanno bussato alle nostre porte e che abbiamo
raccolto fin dai primi giorni di pandemia. È bene che le istituzioni ci facciano i conti. Noi facciamo del
nostro meglio ma non possiamo farcela da soli, i poveri sono prima di tutto “cittadini”.

Link: Guarda la mappa dei progetti finanziati dall’8xmille (https://www.8xmille.it/mappa-8xmille)
Link: Consulta il sito della Caritas Italia (www.caritas.it)

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